«Si sa benissimo chi gestirà e come sarà gestito l’oleificio destinato a sorgere sulle ceneri dell’ex oleificio Coag Scarl (Cooperativa olivicoltori Alto Garda) di località Ca’ Romana a Mugugnano di Brenzone». A ritornare sulla questione, dopo l’approvazione della delibera che ne sancisce l’acquisizione da parte dei quattro Consigli comunali di Malcesine, Torri del Benaco, San Zeno di Montagna e Brenzone, è proprio il sindaco di quest’ultimo Comune, Giovanni Zappalà. Lo fa dopo il Consiglio comunale di Torri per rispondere alle obiezioni poste in tale sede dalla minoranza. «La struttura era stata chiusa per dissesto finanziario e il commissario liquidatore è Alessandro Comola di Genova. Sarà gestita da una società gestionale a maggioranza pubblica nominata dai singoli enti dove è prevista la partecipazione proporzionale delle amministrazioni in base alle rispettive quote di proprietà dell’immobile. Potrà anche essere previsto un graduale piano di dismissione a favore dei produttori e delle loro emanazioni». E, snocciolando gli obiettivi specificati nel piano di fattibilità, Zappalà spiega: «Il programma è chiaramente esposto nel piano economico finanziario redatto da una nota società specializzata nel settore. Il ruolo delle amministrazioni sarà di partecipare all’attività di molitura dell’olio per fornire un servizio a favore dei piccoli coltivatori dell’Alto Garda. Puntiamo a ridurre e stabilizzare il prezzo della molitura che attualmente è esagerato: arriva infatti anche al 15-20 per cento del valore dell’olio prodotto mentre noi ne porteremo il costo a 16 euro (circa 30mila delle vecchie lire) per quintale lavorato. È la metà di quello chiesto dai consorzi di Malcesine e Castelletto, che è di circa 60 mila vecchie lire al quintale». Quindi continua: «Visto che i quattro Comuni sono stati classificati come dop (denominazione di origine protetta), vogliamo valorizzare al massimo questo prodotto di nicchia, tutelandone l’origine e assicurandone la purezza e la qualità eccezionali. Poi penseremo all’imbottigliamento e al marchio di qualità». Ma sono anche altri gli obiettivi: «Il fenomeno che rischia di verificarsi oggi è di un lento ma progressivo abbandono della coltivazione dei campi, mentre la presenza di chi li lavora è garanzia di una maggiore tutela ambientale. E se il paesaggio gardesano non si snatura anche il nostro turismo non corre pericoli». Zappalà fa notare che questa azione economica coinvolge non uno ma più Comuni: «È la prima volta che quattro paesi si uniscono in un’azione sinergica importante per l’economia del territorio. Ed è significativo che San Zeno di Montagna, pur avendo una minore area interessata alla coltivazione dell’olivo, abbia chiesto ed ottenuto di partecipare all’acquisto dell’ex oleificio con un impegno economico del 4 per cento. La cifra di liquidazione è di 735 mila euro e il bene sarà ripartito tra gli altri tre Comuni nella restante misura di impegno pari al 32 per cento» I tempi saranno i minimi richiesti: «Ottenuta la stipula del contratto di acquisto dal liquidatore, costituiremo la società di gestione dell’oleificio. Ci vorrà circa un mese e mezzo visto che dovremo anche contattare una banca per il finanziamento», spiega ancora Zappalà. «Una volta ottenutolo, procederemo a lavori di manutenzione straordinaria e di rinnovo dei macchinari: per settembre vogliamo essere pronti visto che poi, a novembre, comincia il lavoro di raccolta dell’oliva».


Iscriviti al nostro canale Telegram per tutti gli ultimi aggiornamenti
Garda Flash News: notizie lampo, stile essenziale







