Nel passato non sono stati infrequenti i danneggiamenti di barche ormeggiate nel porto causati per lo più da manovre errate del vicino di posto. E tra i diportisti fioccano le cause di risarcimento danni. Il Comune ha però voluto porre rimedio imponendo ai concessionari di ormeggio nei porti demaniali di Desenzano di provvedere a stipulare un’apposita polizza assicurativa per responsabilità civile verso terzi nel regolamento che disciplina le assegnazioni dei posti barca. In proposito sono stati eseguiti controlli sia sulle barche ormeggiate sia tra le documentazioni allegate alle domande. L’Ufficio Ecologia ha così scoperto che non sono pochi gli assegnatari le cui polizze sono scadute o stanno per scadere. La mancata copertura assicurativa, come dispone l’articolo 11 del regolamento, prevede la revoca della concessione del posto. Gli interessati hanno ora tempo fino al 10 settembre per regolarizzare la propria posizione e presentare copia della polizza agli uffici comunali. In caso contrario scatterà, come si diceva, la revoca dell’ormeggio. Quella della responsabilità verso terzi è sicuramente una norma giusta e legittima, perché pone al riparo quei diportisti che dovessero subire danneggiamenti al proprio natante. Capita spesso che, durante le manovre di accesso od uscita dai pontili, dei natanti magari perché privi di parabordi o per disattenzione del conducente, arrechino danni a quelli vicini. E a proposito di posti barca c’è ancora del malumore tra alcune decine di concessionari perché hanno dovuto cambiare ormeggio a causa delle dimensioni dei posti risultate un po’ striminzite. Calcoli errati da chi ha prodotto la planimetria perché non ha considerato le dimensioni anche dei prescritti parabordi? Oppure, alcuni diportisti hanno fatto i furbi denunciando dimensioni della propria barca inferiori a quelle reali? Insomma, c’è ancora un po’ di «maretta» tra i diportisti di Desenzano, ma la situazione, nel suo complesso, non sembra così esplosiva. Per non creare appunto ulteriori malumori gli uffici comunali hanno messo a punto una redistribuzione di posti che, se da un lato ha creato disappunto e qualche disagio tra i concessionari, dall’altro ha però consentito di fruire del posto più idoneo.


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