mercoledì, Febbraio 11, 2026
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Contributo della Lombardia di 100 mila euro nell’ambito dell’Obiettivo 2

Turismo sostenibile, promosso il progetto della Comunità parco

L’Alto Garda punta sul «turismo sostenibile». Un turismo, cioè, rispettoso dell’ambiente e dell’ecosistema naturale del Parco. La Carta europea del turismo sostenibile lo definisce così: «Qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano e soggiornano nelle aree protette». Il progetto che definisce le modalità di attuazione delle indicazioni della Carta europea è stato realizzato da Luca Nadali, referente dell’Ufficio sviluppo sostenibile attivato dalla Comunità montana. La novità è rappresentata dal fatto che tale progetto ha ottenuto il miglior punteggio nella graduatoria stilata dalla Regione Lombardia per assegnare finanziamenti Obiettivo 2 finalizzati alla «sostenibilità ambientale». Il decreto di approvazione e liquidazione dei contributi è stato pubblicato il 2 marzo sul Bollettino ufficiale della Regione. Il progetto elaborato dalla Comunità montana dell’Alto Garda ha ottenuto il punteggio più alto, assicurandosi un contributo di 100mila euro a fronte di un costo complessivo di attuazione di 125mila. La somma servirà al Parco per definire la propria strategia di sviluppo turistico sostenibile. Si tratta di elaborare una diagnosi del territorio prendendo in considerazione diversi fattori: demografici, sociali, economici, territoriali, relativi alle attrazioni naturali e culturali, ai servizi, ai flussi turistici. L’area d’intervento per l’applicazione della Carta europea è quella definita dai confini di otto dei nove Comuni del Parco (con l’esclusione di Salò, che non si trova in area Obiettivo 2). «Sono località – spiega il presidente della Comunità Montana, Bruno Faustini – interessate da un turismo irregolare, concentrato in brevi periodi, e quindi forzatamente bisognose di un piano strategico di sviluppo, a lungo termine, che segni la rotta per uno sviluppo dell’industria del forestiero che produca crescita socio-economica e al contempo preservi il patrimonio ambientale dell’Alto Garda, che resta la nostra prima ragione d’essere zona turistica». In sostanza si tratta di definire un prodotto turistico Alto Garda di Alta Qualità e al contempo migliorare la qualità dell’ambiente e, di conseguenza, la qualità della vita degli abitanti. Ci sono due anni di tempo per predisporre un progetto con il coinvolgimento di tutti gli autori operanti sul territorio. Il nucleo di progetto sarà composto dal coordinatore, Luca Nadali, affiancato da un assistente junior, che a breve dovrà essere nominato dalla Comunità montana.

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