giovedì, Febbraio 5, 2026
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Alessandra Campedelli a Trento: lo sport come ponte tra culture e diritti

Il tema dell’equità di genere e dell’emancipazione femminile attraverso la pratica agonistica approda a Trento con un’iniziativa, focalizzata sul binomio Donne e Sport, che vede protagonista Alessandra Campedelli, chiamata a condividere un’esperienza umana e tecnica che valica i confini nazionali per promuovere una visione inclusiva della società. L’incontro si propone di analizzare come la disciplina sportiva possa trasformarsi in uno strumento di sfida e libertà oltre ogni confine geografico e sociale.

L’appuntamento con la resilienza e l’equità

L’incontro è programmato per il 18 febbraio 2026 alle ore 18:00 presso la Sala Nones di Trento. L’evento, promosso nell’ambito delle attività dei Lions International e del progetto “Io Posso”, vedrà il confronto tra Alessandra Campedelli, allenatrice di fama internazionale e autrice, e Barbara Poggio, Prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento. Il dibattito verterà sul valore dello sport come motore di cambiamento, capace di incidere profondamente sulla percezione dei diritti e dell’uguaglianza in contesti sociali differenti.

Dalle radici locali alle sfide internazionali

La traiettoria professionale di Alessandra Campedelli ha un legame storico con l’area gardesana, in particolare con la città di Arco, luogo dove ha iniziato la propria carriera tecnica dopo aver militato nella nazionale italiana di hockey su prato. Prima di intraprendere le missioni all’estero, l’allenatrice ha consolidato la propria esperienza guidando diverse società del territorio, ottenendo risultati di rilievo che l’hanno portata a collaborare con club come Trentino Volley e Verona Volley. Un passaggio fondamentale del suo percorso è stato segnato dalla direzione della nazionale femminile sorde, con la quale ha ottenuto prestigiosi successi internazionali.

Il volley come strumento di emancipazione in Iran e Pakistan

Al centro della testimonianza si trova l’esperienza vissuta tra il 2021 e il 2024, quando Campedelli ha accettato l’incarico di commissario tecnico delle nazionali femminili di pallavolo in Iran e Pakistan. In questi territori, l’allenatrice si è confrontata con realtà culturali e religiose complesse, segnate da forti limitazioni imposte alle donne. Il suo racconto, raccolto nel libro “Io Posso”, descrive la lotta contro il maschilismo e i pregiudizi che tentano di relegare le atlete a ruoli marginali. Attraverso il dialogo costante con famiglie, atlete e istituzioni locali, la pratica sportiva è diventata una forma di testimonianza diretta della forza e della determinazione femminile in contesti dove i diritti elementari sono spesso oggetto di restrizione.

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