mercoledì, Febbraio 11, 2026
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Ecco la petizione per il fiume

Mincio pulito, battaglie di firme

Il coccodrillo che stringe in bocca il fior di loto è tornato. Simbolo, oggi come alcuni anni fa, della mobilitazione della comunità mantovana a sostegno della battaglia per i laghi puliti. Ora la sfida riparte, con obiettivi ambiziosi, che danno ancor più motivazioni ai promotori della nuova campagna, ‘Garda pulito, Mincio vivo’. «Stop alle chiacchiere e ai convegni _ spiegano _ è ora di passare ai fatti». Ecco, allora, una raccolta firme per fermare gli scarichi del depuratore di Peschiera. Parcobaleno, Pro Loco Rivalta, Arci provinciale, insieme con Legambiente, Wwf e altri numerosi – sono una ventina in tutto – enti, associazioni e comitati mantovani, ambientalisti e non. La nuova campagna, presentata ieri da Andrea Fiozzi e Claudio Meneghetti, parte da quel programma – elaborato e condiviso dagli enti locali – che individua azioni, tempi e responsabilità per il risanamento e la valorizzazione del Mincio. «Forum del Mincio _ spiega Fiozzi _ è il frutto di un lungo e condiviso processo di democrazia partecipata, che ha visto confrontarsi tutti i soggetti rappresentativi della collettività. Ora bisogna far sì questo programma non rimanga lettera morta, ma che si trasformi in un vero e proprio contratto di fiume».Ecco, allora, l’idea – nata dal confrontro tra le associazioni che promuovono la nuova campagna – di mettere a fuoco uno dei punti del programma, per tentare di trasformare un obiettivo concreto in un risultato raggiunto. «Ci siamo chiesti quali passi concreti sono stati fatti in questi anni _ continua Fiozzi _ e la risposta è pochi. C’è bisogno di una smossa, e insieme abbiamo individuato nella petizione per interrompere lo scarico del depuratore di Peschiera nel fiume Mincio l’azione concreta, ed effettivamente praticabile, che ha bisogno del più ampio sostegno possibile».L’obiettivo di medio periodo è che un accordo quadro di sviluppo territoriale, che coinvolga le province di Trento, Verona, Brescia e Mantova, e le tre Regioni, metta al primo punto l’attività del depuratore di Peschiera. «Dopo aver trattato gli scarichi della costa gardesana _ afferma Meneghetti _ ogni anno l’impianto riversa nell’alveo naturale del Mincio tonnellate di nutrienti che concorrono ad alimentare un lento ed inesorabile processo di eutrofizzazione del fiume e dei laghi di Mantova. I dati e i processi sono noti, misurati, sperimentati e condivisi. Non ci sono più giustificazioni che tengano, questo processo deve finire».Vediamo i dati. Nel 2006 l’impianto di Peschiera ha scaricato 320 tonnellate di azoto, 35 di fosforo e 910 di domanda chimica di ossigeno (Cod) mentre a regime, nel 2010 (dopo l’investimento da 16 milioni di euro che servirà a potenziare il depuratore) le quantità di azoto, fosforo e Cod destinate al fiume saranno rispettivamente di 245 tonnellate (con un minor carico del 23%), 24 (-31%), e 820 (-11%). «Ci sono soluzioni tecniche _ continua Meneghetti _ che permetterebbero di deviare il flusso queste sostanze in uscita dal depuratore verso canali destinati all’irrigazione dei campi, lasciando al corso naturale del fiume l’alimentazione esclusiva delle acque pulite del Garda».L’obiettivo della mobilitazione (rivolta ai presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto, e delle Province di Mantova, Verona, Brescia e Trento) è raggiungere, entro fine ottobre, le 25mila firme. «Chiediamo il sostegno di cittadini, residenti, turisti, visitatori _ conclude Meneghetti _ chiederemo una mobilitazione anche all’estero, perché le acque del Mincio e dei laghi sono parte integrante di una città che è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità».

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