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Il Vittoriale riapre il Mausoleo e l’Auditorium: a Gardone Riviera la “Fatica senza fatica” per l’eredità di d’Annunzio

Lo scorso fine settimana, sabato 14 e domenica 15 marzo 2026, la Fondazione del Vittoriale degli Italiani ha celebrato un traguardo fondamentale nel suo percorso di rinascita e valorizzazione. Attraverso l’evento denominato “Fatica senza fatica”, l’istituzione guidata da Giordano Bruno Guerri ha restituito alla collettività spazi monumentali completamente restaurati, confermando la propria missione di “cantiere culturale permanente” capace di far dialogare la memoria storica con le tecnologie di ultima generazione. L’iniziativa, che ha visto il parco aperto gratuitamente al pubblico, ha rappresentato non solo un momento di celebrazione locale, ma un punto di svolta per l’accessibilità e la tutela del patrimonio artistico e d’archivio legato alla figura di Gabriele d’Annunzio.

Foto di mausoleo Vittoriale

Il restauro del Mausoleo e la nuova luce di A2A

Il fulcro simbolico delle giornate è stato la riapertura del Mausoleo, il punto più alto del complesso monumentale progettato da Gian Carlo Maroni. L’intervento di restauro, indispensabile a causa dell’erosione causata dagli agenti atmosferici, ha previsto la pulitura e il consolidamento delle superfici lapidee. A completare la restituzione dell’opera è stato inaugurato un nuovo impianto di illuminazione scenografica realizzato dal Gruppo A2A, frutto di una collaborazione decennale avviata nel 2016.

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GENEVA, SWITZERLAND – DECEMBER 14: the winner Kent Farrington for United States, riding Greya on December 14, 2025 in Geneva, Switzerland. (Photo by Davide Mombelli – Corbis/Getty Images)

Il progetto illuminotecnico è stato studiato per esaltare il simbolismo del monumento: barre di luce a 4000K valorizzano il candore della pietra bianca dei gironi concentrici, mentre piccoli incassi lungo le scale accompagnano il percorso verso la tomba del Vate. L’intero sistema utilizza tecnologie LED a basso impatto termico e sistemi intelligenti per il controllo dei consumi energetici. Come sottolineato dal presidente della Fondazione: «Il Vittoriale è un luogo che custodisce la memoria e continua a produrre futuro».

Mausoleo Vittoriale illuminato di notte con vista aerea circolare.

L’Auditorium: tra design e simbolismo aeronautico

Parallelamente, l’Auditorium è stato oggetto di un rinnovamento integrale su progetto dell’architetto Angelo Bucarelli, volto a superare la frammentarietà degli interventi degli anni ’70. I nuovi rivestimenti cromatici, declinati sui toni del blu e del rosso profondo, dialogano con le installazioni tridimensionali del maestro Ugo Riva. Le arcate superiori ospitano ora uccelli in ceramica e fusioni in alluminio dorato, un omaggio al celebre volo su Vienna e al velivolo SVA sospeso, restaurato per l’occasione.

L’intervento ha potenziato la funzione dello spazio con nuovi impianti di climatizzazione e una cabina di regia all’avanguardia, consolidando il ruolo dell’Auditorium come palcoscenico di eccellenza per la proposta culturale della zona. In questo contesto è stata presentata l’antologia “Gabriele d’Annunzio. Dolci le mie parole”, curata da Guerri per Crocetti Editore, che raccoglie i versi più intensi della stagione creativa del primo Novecento.

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GENEVA, SWITZERLAND – DECEMBER 14: the winner Kent Farrington for United States, riding Greya on December 14, 2025 in Geneva, Switzerland. (Photo by Davide Mombelli – Corbis/Getty Images)

Il Patto Marino: un tesoro d’archivio ritrovato

Un risultato di altissimo valore storico presentato durante il weekend riguarda l’acquisizione degli archivi originali del Patto Marino, definito da d’Annunzio Pactum sine nomine. Il documento, scritto interamente dal Vate, rappresenta un capolavoro di retorica e giustizia sociale per la tutela dei marinai. La documentazione acquisita è composta da 105 fogli autografi e 46 lettere, tra cui minute di telegrammi indirizzati a Benito Mussolini e Costanzo Ciano.

Giordano Bruno Guerri ha evidenziato l’importanza del ritrovamento: «Questi documenti ci consegnano un’eredità fondamentale: l’idea di un lavoro che non sia solo fatica ma elevazione dell’uomo». L’acquisizione è stata resa possibile da un modello di gestione capace di generare risorse interne da reinvestire nell’arricchimento del patrimonio.

La stagione delle mostre: fotografia, piombo e pittura

La festa di primavera ha dato il via a quattro importanti esposizioni artistiche:

  • Ugo Mulas: Presso il Golfo Nascosto, la mostra “Ossi di Seppia. Per Eugenio Montale” presenta 25 fotografie in bianco e nero che indagano il paesaggio ligure in dialogo con la poesia montaliana.
  • Lorenzo Capellini: La personale “Dentro lo sguardo” espone 99 scatti che ripercorrono anni di attività globale attraverso una ricerca che mette al centro l’emozione. L’autore ha dichiarato: «Ogni fotografo si costruisce la propria tecnica lavorando: qui sta il superbo aspetto artigianale e poetico».
  • Umberto Mariani: Al MAS e a Villa Mirabella, la mostra “Piegare il piombo, costruire la luce” propone superfici in lamina di piombo modellate in rigorosi equilibri plastici, in dialogo con l’architettura circostante.
  • Emanuele Gregolin: A Casa Cama è allestita “Pagine”, un ciclo di opere realizzate su giornali dipinti dove la parola editoriale diventa supporto pittorico e memoria.
Eugenio Montale1970 Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. Courtesy Archivio Ugo Mulas Milano – Galleria Lia Rumma Milano Napoli

Sinergie territoriali a Brescia e Pozzolengo

L’influenza del Vittoriale si è estesa lo scorso weekend anche oltre i confini di Gardone Riviera. A Brescia, presso Palazzo Martinengo delle Palle, è stata inaugurata la mostra “Disegni d’Archivio”, promossa dalla Fondazione Ordine Architetti (FOABs). L’esposizione, visitabile fino al 10 aprile, svela disegni tecnici inediti del Mausoleo firmati da Gian Carlo Maroni, portando alla luce materiali solitamente custoditi negli archivi.

A Pozzolengo, comune natale di Ugo Mulas, è stata invece inaugurata la mostra “Ugo Mulas: Pozzolengo. Dalle origini ai maestri”. Il percorso espositivo, aperto fino al 15 settembre presso il Palazzetto della Sala Civica, analizza il dialogo del fotografo con maestri del calibro di Lucio Fontana e Marcel Duchamp. Il sindaco Alex Franzoni ha espresso orgoglio per l’iniziativa, definendola un segnale della volontà di investire nella cultura come leva di crescita per la comunità.

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