L’Università degli Studi di Brescia si prepara a ospitare un evento di rilievo transnazionale il prossimo 17 aprile 2026, focalizzato sulla cooperazione internazionale e sulle sfide strategiche che interessano il bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. L’iniziativa, intitolata “MED 2026: Connettere le Tre Rive, Liberare il Servizio”, è promossa dal Forum Permanente del Mediterraneo e Mar Nero in stretta sinergia con i Lions International (Distretti 108 IB2, IB3, YA e A). L’appuntamento, che avrà luogo presso l’Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management, intende offrire una piattaforma di dialogo multidisciplinare per il territorio limitrofo al Lago di Garda, affrontando temi che spaziano dalla rigenerazione urbana alla transizione energetica, seguendo il principio ispiratore “Lead to serve, serve to lead”.
Architettura e identità delle città mediterranee
La sessione d’apertura, coordinata da Marco Santoro dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, esplorerà il legame tra architettura, archeologia e costruzione dell’identità locale. Il dibattito si concentrerà sulla città intesa come organismo stratificato, dove la tradizione non deve essere intesa come un semplice repertorio formale da conservare, ma come un patrimonio attivo da reinterpretare attraverso il progetto contemporaneo.
Tra i relatori, Alberto Soci e Olivia Longo dell’Università di Brescia approfondiranno rispettivamente le influenze dell’architettura islamica e il ruolo della corte nella casa mediterranea. Saranno inoltre presentati modelli di smart cities e gestione dei beni digitali da parte degli esperti Amel Makhlouf e Limam Rami, mentre l’avvocato Francesco Urraro interverrà sul concetto di “Geolionismo” e sulla legalità del servizio nel contesto del Mediterraneo.
Politiche ambientali e transizione ecologica
Il secondo modulo scientifico, sotto la guida di Katia Ranieri dell’Università di Siena, analizzerà l’impatto economico ed ecologico delle politiche ambientali. Il focus sarà rivolto alla “Geoetica Mediterranea”, esaminando i costi e i benefici delle azioni intraprese per la salvaguardia delle risorse e la resilienza urbana lungo le Tre Rive.
In questo ambito, Carmine Trecroci illustrerà i vantaggi reali della transizione ecologica, mentre Elio Martinelli (ASSOSUINI) discuterà le sfide della produzione zootecnica sostenibile. Il ruolo dell’innovazione tecnologica sarà trattato da Matteo Maestri del Politecnico di Milano, affiancato dalle riflessioni di Angelo Bruscino sull’etica degli investimenti finanziari e di Primo Barzoni sull’economia civile. Vincenzo Pepe chiuderà la sessione discutendo della diplomazia scientifica come strumento di comunicazione ambientale.
Geopolitica dell’energia e il Piano Mattei
Nel pomeriggio, il dibattito si sposterà sulle strategie geopolitiche, con un’attenzione particolare al Piano Mattei e ai rapporti tra Europa e Africa. La sessione, coordinata da Adalgiso Amendola, intende superare la logica dell’assistenzialismo per promuovere una cooperazione simmetrica basata sull’innovazione condivisa, la formazione e l’inclusione delle nuove generazioni africane.
Salvatore Capasso (CNR-ISMED) analizzerà il piano come acceleratore di stabilità macroeconomica, mentre Marco Rettighieri e Francesca Moraci si concentreranno sulle infrastrutture fisiche e digitali considerate come arterie di connessione vitali. Pasquale Lucio Scandizzo e Gianluigi Rossi completeranno il quadro istituzionale trattando i modelli di governance e la cosiddetta “Diplomazia del Mare” nel contesto del multilateralismo italiano.
Trasformazione digitale e Intelligenza Artificiale
L’ultima parte dei lavori sarà dedicata al “Mediterraneo digitale”, concepito come un laboratorio per l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al servizio della collettività. Giovanni D’Alessandro coordinerà gli interventi volti a delineare un “Lionismo 5.0”, dove la tecnologia funge da ambiente generativo per superare conflitti culturali e promuovere una cittadinanza consapevole.
Giuseppe Barbaro e Dario Lo Bosco approfondiranno il tema delle infrastrutture digitali come bene comune, mentre Irene Gionfriddo e Francesco Fimmanò analizzeranno il quadro normativo relativo ai diritti digitali e ai nuovi modelli di governance sociale. L’obiettivo è favorire la circolarità delle competenze tra i giovani delle diverse sponde del bacino mediterraneo attraverso piattaforme di networking e start-up innovative.
Cerimonia di premiazione e prospettive future
A chiusura del meeting, una tavola rotonda moderata da Alberto Soci riunirà i coordinatori delle varie sessioni per integrare le intuizioni emerse in una strategia operativa unitaria. Come sottolineato dall’Ing. Salvatore Napolitano: «Il Forum Permanente del Mediterraneo e Mar Nero nasce per creare connessioni durature tra le Tre Rive, mettendo il sapere, il servizio e l’etica al centro di una visione comune per il futuro del Mediterraneo».
L’evento culminerà con la consegna del Premio “Mediterraneo e Mar Nero per il Futuro dei Giovani”. Il riconoscimento sarà conferito a quattro personalità, tra cui due appartenenti ai Lions e due esponenti della società civile, che si sono distinte per l’impegno profuso nel sostenere le nuove generazioni. I lavori del convegno saranno propedeutici alla stabilizzazione delle attività del Forum all’interno di una piattaforma web dedicata e di una futura Fondazione.


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