La proposta di destinare una quota dell’imposta di soggiorno per l’olivicoltura, mirata a sostenere gli oliveti in abbandono e a tutelare il** paesaggio, è stata presentata lo scorso 8 maggio durante un incontro tenutosi a Gargnano nella sala multifunzionale A. Castellani, dove un gruppo di olivicoltori ha chiesto che una parte della tassa di soggiorno venga impiegata per finanziare interventi di cura e ripristino degli uliveti; all’appuntamento hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Limone e presidente della Comunità montana Franceschino Risatti, rappresentanti di Aipol e del Gal, e firmatari di un protocollo d’intesa per individuare misure condivise.**
Nel corso dell’incontro sono state descritte le criticità attuali: progressiva trascuratezza e abbandono degli alberi, produzione altalenante per pestilenze e cambiamento climatico, carenza di retribuzione certa che allontana i giovani e la prevalenza di cure svolte da appassionati più che da professionisti; sono stati inoltre illustrati progetti di micro-riproduzione e ripiantumazione di varietà locali promossi da Mattia Omezzoli (Vivai Omezzoli di Riva) e il contributo tecnico del Dott. Morten (Fondazione E. Mach), che ha ribadito il valore nutraceutico dell’olio e la funzione degli uliveti come elemento di biodiversità e attrattore turistico, con la conseguente proposta pratica di destinare risorse dell’imposta di soggiorno a progetti seri gestiti da soggetti motivati e dall’inclusione degli “olivi‑cultori” nei tavoli tecnici del protocollo.


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