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Museo Alto Garda a Riva ricorda l’eccidio del 28 giugno 1944

Riva del Garda, il Museo Alto Garda propone una visita guidata dedicata all’eccidio del 28 giugno 1944, una pagina dolorosa della storia locale legata alla repressione nazista nel Basso Sarca. L’appuntamento rientra nell’iniziativa Museo nella città e prenderà avvio domani alle 17:00 dalla sede museale, con un percorso che intreccia memoria storica e luoghi del centro cittadino.

La repressione del 28 giugno 1944

La visita è incentrata sui partigiani uccisi nel corso dell’azione condotta dalle SS agli ordini del maggiore Rudolf Tyrolf, comandante della polizia tedesca di Bolzano. Quel giorno le pattuglie si presentarono agli indirizzi di diversi partigiani tra Riva del Garda, Arco e Nago-Torbole, colpendo duramente la Resistenza nell’area.

Le vittime furono in tutto 11. Tra queste figurano sei rivani: Augusto Betta, Remo Ballardini, Antonio Gambaretto, Enrico Meroni, Eugenio Impera e Gastone Franchetti. I loro nomi sono ricordati anche nelle pietre d’inciampo collocate a Riva del Garda, nell’ambito di un progetto promosso dal MAG lo scorso anno.

Il ruolo di Fiore Luterotti

Al centro della ricostruzione c’è anche la vicenda di Fiore Luterotti, ex studente del Liceo Maffei. Nel 1944, dopo essere uscito da un campo di prigionia tedesco, si trovò davanti a una scelta imposta dai nazisti: collaborare come informatore della Gestapo oppure tornare dietro il filo spinato. Luterotti accettò di sopravvivere, ma la sua decisione lo portò a tradire la fiducia di chi lo conosceva.

Rientrato in Trentino, incontrò Renato Ballardini, studente del Maffei e figlio dell’albergatore socialista Remo Ballardini. Renato riconobbe Fiore, che gli chiese di poter rivedere un vecchio amico, Gastone Franchetti, detto Fieramosca, figura centrale della Resistenza nel Basso Sarca. Luterotti raccontò a Franchetti di essere stato ingaggiato come spia e di voler agire facendo il doppio gioco; Franchetti gli credette.

Il rapporto consegnato da Luterotti alla polizia tedesca risale al 7 giugno 1944. La sera del 27 giugno i nazisti erano già presenti nell’Alto Garda; il giorno successivo scattò l’operazione repressiva.

Gli arresti e le uccisioni

L’intervento fu rapido e mirato: la Gestapo entrò nelle abitazioni conoscendo già gli indirizzi e chiamando per nome le persone da colpire.

Due studenti del Maffei, Eugenio Impera ed Enrico Meroni, vennero uccisi nelle loro case. Gastone Franchetti e Giorgio Tosi furono arrestati e trasferiti a Bolzano. Nel frattempo, Renato Ballardini si rifugiò in montagna mentre i nazisti catturavano suo padre Remo, che morì in seguito ai maltrattamenti subiti.

A Riva del Garda persero la vita anche Antonio Gambaretto e Augusto Betta.

La visita guidata con Lodovico Tavernini

Per ripercorrere questi fatti sarà presente lo storico Lodovico Tavernini, che guiderà i partecipanti dalla sede del Museo Alto Garda — nel piano dedicato alla Resistenza — fino al centro storico, seguendo le tracce dei partigiani rivani.

L’itinerario presterà particolare attenzione alle Pietre d’inciampo, elementi in calcestruzzo inseriti nella pavimentazione urbana con una superficie in ottone su cui sono riportate informazioni essenziali sulle vittime delle persecuzioni naziste.

L’attività prevede un costo di 3 euro a persona, da aggiungere al biglietto d’ingresso al museo, che resterà valido per una successiva visita alla struttura.

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