mercoledì, Gennaio 28, 2026
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Il gruppo Arilica ha due anni e fa un bilancio

Alcool e auto aiuto un mondo in crescita

Il gruppo Arilica alcolisti anonimi ha festeggiato i due anni della sua formazione: almeno 120 persone hanno preso parte alla cerimonia che si è svolta nella sala Radetzky della Caserma Cacciatori di Porta Verona, la stessa che è la sede degli incontri del gruppo. «Siamo stati molto lieti della partecipazione di tutti e, in particolar modo, delle autorità, il sindaco Umberto Chincarini e l’assessore Flavio Amicabile; inoltre», dice Carla, del gruppo Al-Anon dei familiari degli alcolisti anonimi, «ringraziamo la Scuola di polizia e il gruppo alpini per l’aiuto logistico che ci hanno fornito in questa occasione». Tema dell’incontro è stato «Con serenità affrontiamo noi stessi» e su questo si è riallacciato il saluto del sindaco, che si è detto molto toccato dall’attività dell’associazione che, come le altre, è stata invitata da Chincarini a non demordere mai e a non stancarsi nemmeno di chiedere ogni aiuto necessario alle amministrazioni comunali. «La nostra attività è molto semplice ma, purtroppo, ancora poco conosciuta; sono tante le persone che, una volta che hanno iniziato, dicono che avrebbero cominciato prima se avessero saputo come funzionava. È importante sapere che l’alcolismo è una malattia da cui si può uscire: lo confermano gli ultimi dati», sottolinea Carla, «che dicono che l’età media degli alcolisti si è abbassata ai 25 o 30 anni, con un notevole incremento delle donne». Due gli incontri settimanali dei gruppi, ogni lunedì e giovedì dalle 20.30 (per informazioni o contatti si può chiamare il 393.970.6482); gli Alcolisti anonimi e i familiari si ritrovano separatamente, perché diverse sono le problematiche nei confronti del problema alcool. «Il punto di vista dell’alcolista non può essere lo stesso di un suo congiunto; allo stesso tempo, però, occorre percorrere insieme questo cammino, seppure su due vie diverse, perché la componente psicologica ed emotiva, che è determinante, nasconde mille insidie. E queste, se non affrontate adeguatamente, possono causare l’interruzione del percorso di recupero o le ricadute, anche a distanza di molti anni; e in alcuni casi la rottura di rapporti familiari». «Per questo occorre non demordere; io dico: è da coraggiosi aprire per la prima volta la nostra porta, è da intelligenti rimanere. C’è chi frequenta per anni prima di iniziare la sua disintossicazione, se volgiamo chiamarla così. Ma ciò che conta», conclude Carla, «è sapere che questa battaglia, così difficile, può essere vinta».

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