mercoledì, Maggio 29, 2024
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Sabato mattina si riunisce l’Unione gardesana albergatori per difendere il nosocomio. «La chiusura sarà devastante per tutti»

Altra crociata per l’ospedale

L’unione gardesana albergatori veronesi scende in campo in difesa dell’ospedale di Val di Sogno e di Caprino. Un vero e proprio appello alla Giunta veneta, ai consiglieri regionali e ai parlamentari eletti nell’area Baldo Garda. A nome dei 330 alberghi associati il presidente Giuseppe Lorenzini ha evidenziato tramite lettera inviata alle forze politiche le possibili «conseguenze devastanti che si potrebbero riversare sul territorio lacustre e sull’economia turistica» con la decisione di smantellare i due nosocomi lasciando tra l’altro i residenti nell’area nord ovest della Provincia «abbandonati dalle istituzioni in materia di sanità». «Mentre nell’area di Verona a meno di quindici chilometri esistono ben cinque ospedali (due a Verona, uno a Bussolengo, Villafranca e Negrar) nel territorio Baldo-Garda si tolgono le uniche due strutture che garantiscono un minimo di assistenza sanitaria alle popolazioni residenti e agli ospiti costringendo gli abitanti di Malcesine ad affrontare cinquanta chilometri di strada per arrivare a Peschiera o Bussolengo. In pratica un’ora di auto che nel periodo estivo aumenta di molto per via del traffico sulla Gardesana». Un «grave torto» ai danni dei residenti ma anche degli operatori turistici che portano sulla Riviera degli Olivi ben nove milioni di presenze all’anno. «I tours operators quando stipulano i contratti con gli alberghi», scrive Lorenzini, «chiedono a quale distanza si trova l’ospedale più vicino. Se per caso non esistono nel raggio di 15-20 chilometri non sottoscrivono alcun tipo d’accordo in quanto non viene garantita la minima sicurezza all’ospite». «Non pretendiamo di avere ospedali attrezzati con tutti i reparti ma almeno dotati di pronto soccorso per le emergenze sanitarie, poliambulatori per le esigenze dei cittadini e dei turisti e i reparti esistenti che stanno funzionando egregiamente. E’ il caso della struttura sanitaria dell’alto lago punto di riferimento insostituibile per il trattamento post polio con pazienti che vengono da tutte le regioni d’Italia facendo quindi entrare introiti nella casse della Regione veneto». Di fronte a questa situazione l’Ugav chiede ai «rappresentanti nelle istituzioni d’impegnarsi per impedire l’isolamento sanitario del Garda settentrionale» dichiarandosi pronta ad un incontro-confronto. Dibattito previsto, come già annunciato dall’amministrazione comunale di Malcesine, per sabato mattina alle ore 10 nella sala consiliare. L’occasione per sentire dalla viva voce dei parlamentari ma soprattutto dei consiglieri regionali che hanno stilato o partecipato alla stesura delle schede ospedaliere del veneto le motivazioni che hanno spinto a tracciare un segno nero su di una realtà d’eccellenza com’è quella dell’ospedale di Val di Sogno.

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