domenica, Giugno 16, 2024
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Cerimonia alla caserma di Porta Verona con il gonfalone del Comune. La fiammella della chiesa della Natività di Betlemme consegnata agli scout

Arrivata in treno la Luce della pace

La «Luce della pace» è arrivata ieri mattina sull’Intercity proveniente da Trieste e si è fermata per la prima volta anche a Peschiera: la presenza sul treno del lume proveniente dalla chiesa della natività di Betlemme è stata annunciata anche dallo speaker della stazione. Dai vagoni sono scesi gli scout di Trieste che per primi hanno raccolto l’idea, lanciata dai colleghi austriaci, di portare in Italia, così come in altre nazioni d’Europa grazie alla collaborazione con le Ferrovie dei rispettivi paesi, la «Luce» che da secoli arde ininterrottamente nella Natività, alimentata dall’olio donato a turno dalle nazioni cristiane. Nella cittadina arilicense sono stati gli scout del gruppo nautico Benaco Ora a farsi promotori, insieme alle parrocchie e alle associazioni operanti sul territorio, di questo particolare evento. La «Luce della pace» è stata portata nel pomeriggio nella sala Radetzky della Caserma d’artiglieria di Porta Verona dove ad attenderla c’era anche il gonfalone in rappresentanza ufficiale del Comune. «La pace è un valore di tutti», ha detto Giorgio Residori, presidente dell’associazione Società Sala Storica, in apertura della breve cerimonia, «ed è un dovere di tutti trasmetterlo e diffonderlo; la pace sarà tanto più vera quanto sarà radicata nei nostri cuori». Dopo l’intervento di Residori gli scout hanno letto e cantato alcuni brani legati al tema della pace. «È quanto meno interessante poter vivere un momento simile proprio in questi giorni», ha detto il parroco del Beato Andrea, «è una grande opportunità per fermarsi un attimo a pensare al di là del folle turbinio di luci e delle corse impazzite della gente; è un’occasione per ritornare e ripensare al vero significato del Natale, per andare alla sostanza di questo evento. Questo ci riporta ai valori umani di fondo, quindi alla responsabilità di ognuno di noi nei confronti di tutti e delle cose che accadono e, di conseguenza, anche della pace: siamo tutti chiamati ad esserne costruttori, un lavoro difficile e impegnativo che inizia proprio nella vita di ogni giorno all’interno della nostra famiglia».

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