venerdì, Marzo 1, 2024
HomeAttualitàBoucotte avrà un pozzo grazie alla generosità degli amici
Storia di Carla e della sua missione Aiuti in Senegal con il passaparola. Dopo un viaggio di piacere la scelta di tornare per aiutare la popolazione in miseria

Boucotte avrà un pozzo grazie alla generosità degli amici

È tornata dopo un mese dal Senegal portando nel cuore ancora più forte, se ce ne fosse modo, l'amore per quella terra e il desiderio di aiutare ancora la popolazione del territorio di Boucotte, la località che ha conosciuto per la prima volta solo pochi mesi fa nell'occasione di una vacanza in un villaggio turistico. Carla Barilli parla con gli occhi che brillano di quelle persone, così bisognose di tutto e, allo stesso tempo, così generose; e racconta di come si sia senta una privilegiata per aver potuto portare un po' di medicinali al locale ospedale-maternità, del materiale didattico per la scuola ed essere riuscita a trovare i fondi per la realizzazione di quattro pozzi per l'acqua. «Ma tra poco ci sarà anche un pannello solare per la fornitura di energia elettrica ad almeno due famiglie ed è iniziata la costruzione di una sorta di bifamigliare in mattoni in modo che due nuclei potranno evitare di vivere nel fango ora che si va incontro alla stagione delle piogge». Un'avventura nata per caso, o forse sarebbe meglio dire per aver ascoltato la voce del cuore: il cuore di Carla e della sorella Renata che, tornate dalla vacanza in Senegal con le rispettive famiglie, hanno deciso di non mettere a tacere ciò che gli occhi e le coscienze avevano visto. «Quando abbiamo pensato che dovevamo provare a fare qualcosa non avevo idea di come e cosa; ma la buona volontà e la determinazione ci hanno aiutate, così come la convinzione di non voler certo cambiare il mondo ma, almeno, il destino di un piccolo villaggio africano». Ciò che è stato raccolto ed utilizzato per questa prima spedizione, quella dalla quale Carla è appena tornata, è arrivato grazie alla diretta sensibilizzazione dei conoscenti «e al conseguente passaparola; e sono anche convinta che molti abbiano deciso di aiutarci perché hanno capito che qui non ci sono di mezzo organizzazioni, più o meno ufficiali, che controllano e magari guadagnano anche sulle iniziative di solidarietà. Qui siamo solo io e mia sorella, per la verità aiutate da persone sul posto, che ci rendiamo garanti e controlliamo che tutto arrivi ai giusti destinatari». Carla Barilli tiene a ringraziare il Comune di Peschiera «l'unico che sinora ci ha dato qualcosa», la scuola materna di Cavalcaselle, e i molti privati, titolari di negozi sia di Cavalcaselle che Peschiera, che hanno contribuito alla riuscita di questo primo viaggio. Un viaggio che è pronto a vivere nuove e importanti tappe. «Occorrono pompe idriche per l'irrigazione di campi agricoli per i quali saremo assistiti da un missionario spagnolo che vive là e che in Senegal ha dato vita, trent'anni fa, ad una scuola agraria; e poi prodotti per la delle acque dei pozzi, per evitare la malaria, e altri pannelli solari, necessari tra l'altro anche all'ospedale-maternità insieme ad un tavolo operatorio per interventi di ginecologia e parti, letti, materassi e materiale per medicazioni, medicine e strumentazione chirurgica. Poi c'è la scuola, dove serve di tutto un po'; e chi non può dare materiale, che contiamo di portare in autunno, si possono aiutare le famiglie economicamente, con una sorta di «adozione». «Chi desidera aiutarci in questo nostro sogno può contattare o me (045.6447159) o mia sorella Renata (348.7005431) o don Severino, parroco di Cavacalselle. Basta averne voglia e per queste persone si può con poco fare davvero molto: al mio ritorno», sottolinea Carla Barilli, «mi ha fatto stare male il fare la spesa al supermercato e pensare quanto avrei potuto fare là con la cifra con cui qui si acquista un po' di formaggio».

Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Dello stesso argomento

- Advertisment -

Ultime notizie

Ultimi Video