sabato, Giugno 22, 2024
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Si sistema il «Torcol», antico frantoio usato fino a una decina d’anni fa: spesa di 95 mila euro. Tappa di percorso storico con castello, torre e chiese

Crero, un museo per l’olio

Parte il progetto definitivo per il recupero dell’antico frantoio di località Crero, che diventerà un vero e proprio museo dell’olio. Nuova vita entro pochi mesi per il Torcol del Crero, come veniva chiamata la struttura che avrebbe circa trecento anni di età e che veniva utilizzata, fino ad alcuni decenni or sono, come torchio per la spremitura dell’oliva e la produzione di olio. E Crero, la frazione poco a nord di Torri aggrappata a metà collina e da cui si gode un panorama sul Garda davvero mozzafiato, è una contrada molto rinomata per i suoi oliveti e le sue olive. Al punto che, negli anni scorsi, un olio extravergine lì prodotto in quantità non certo industriale da un abitante di Torri, Roberto Consolini, era stato scelto e premiato in rassegne di livello nazionale del settore, ottenendo un riconoscimento che lo poneva ai primi posti in Italia. Questa struttura, che purtroppo versa oggi nel più totale degrado e che l’usura del tempo sta minando sin dalle fondamenta, è davvero particolare. Apparteneva infatti ad oltre una ventina di privati della contrada, che la utilizzavano promiscuamente per la frangitura delle olive ma pure come magazzino, nei tempi più recenti. Oltre che dall’accesso principale, posto al pian terreno di una abitazione privata, alla stanza in cui si trova ancora la grande macina in pietra con la vasca si poteva accedere anche da altre tre porte, collocate tutte nella stessa stanza. Tutte le porte conducono a tre distinte proprietà private, segno inequivocabile dell’antico «possesso in consorteria», che le famiglie della contrada avevano riservato al frantoio. Il Torcol, da almeno un decennio, sta aspettando di tornare agli antichi fasti. Già l’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Alberto Vedovelli aveva iniziato le progettazioni ed aveva mandato avanti le procedure per ottenere, dai ben ventitre proprietari, la possibilità di ristrutturare completamente il Torcol. È del dicembre 1998 infatti la delibera del Consiglio comunale con la quale veniva accettata la donazione della proprietà al Comune di Torri, mentre è del 2003 la delibera di giunta che approvava il progetto preliminare.«Oggi finalmente», ha esordito il sindaco Giorgio Passionelli, «possiamo portare a termine il lavoro che era stato già iniziato dalla precedente amministrazione e, entro l’estate 2007, i lavori di recupero del Torcol di Crero potranno essere finiti. È per noi una bella soddisfazione dato che, durante questi mesi, abbiamo potuto completare le acquisizioni della proprietà da parte dei legittimi proprietari privati, che vogliamo ringraziare ufficialmente. Hanno infatti ceduto a titolo gratuito la proprietà, a patto che venga recuperato il Torcol e destinato a sala espositiva visitabile. Crero insomma avrà un vero museo dell’olio, con tanto di macina in pietra e locale completo degli accessori e della cartellonistica necessaria a fare capire come avveniva anticamente la frangitura e la produzione dell’olio di oliva». Pochi giorni fa la giunta ha approvato il progetto definitivo per il Torcol. «L’importo dei lavori», ha proseguito il primo cittadino, «è di circa 95 mila euro e, se tutto andrà bene, potremo inaugurare il museo nel 2007, cioè a 101 anni esatti da una fortissima grandinata che aveva messo in ginocchio in particolare proprio la frazione di Crero». Il progetto illustrato in municipio prevede il recupero completo della grande macina in pietra e della relativa vasca, pure in pietra, la ristrutturazione delle travi in legno, la pavimentazione con l’antico «giallo di Torri», il recupero di un antico camino che pure si trova nella stanza principale, ed infine pure la creazione di un bagno privo di barriere architettoniche, con il ripristino completo degli spazi adiacenti. «Una volta terminati i lavori», ha concluso Passionelli, «potremo inserire anche il Torcol in una sorta di circuito museale del paese, in cui troveranno posto la Torre di re Berengario in piazza della chiesa, un vero monumento storico acquistato poco più di un anno fa dall’amministrazione e che dovrebbe diventare una biblioteca multimediale comunale, le varie chiesette sparse sul territorio e, naturalmente, il Museo del castello scaligero, che rappresenta oggi il simbolo di Torri del Benaco».

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