L’asma è una malattia che interessa dal 6 al 10% della popolazione (quindi almeno ventimila persone nella sola area gardesana). Può essere “risvegliata” ed innescata da svariati stimoli: essa consiste nel restringimento delle vie aeree (bronchi) che può variare, talora rapidamente, sia in risposta ai farmaci che spontaneamente. Le migliaia di studi e sperimentazioni che ogni anno vengono prodotte non sono ancora valse a scoprire la causa fondamentale della malattia. Tuttavia si tratta di una malattia respiratoria controllabile. Questo consente di vivere una vita del tutto normale. E’ solo nei rari casi di affezione più grave che vanno adottate misure più impegnative. Purtroppo non si è ancora scoperta una cura definitiva per tale malattia.Da queste sintetiche considerazioni, deriva che una persona asmatica dovrà imparare a collaborare con il suo medico per apprendere come convivere il più serenamente possibile con il proprio problema. Abbiamo approfondito l’argomento – evidentemente assai importante – con la dottoressa Antonietta Melchiorre, responsabile del servizio di allergologia dell’Ospedale di Desenzano (Divisione di malattie dell’apparato respiratorio, primario dottor Francesco Farisé). Spiega la dottoressa Melchiorre: “In Italia vivono circa 4 milioni di asmatici, duemila circa sono gli asmatici di Desenzano. E’ altresì dimostrato ampiamente che una buona educazione riduce la morbilità e la mortalità, evita la perdita di giornate scolastiche e lavorative, riduce sensibilmente i costi sanitari. In particolare i ricoveri in ospedale ed il periodico ricorso alle cure del Pronto soccorso diminuiscono in modo direttamente proporzionale al miglioramento dell’adesione del paziente alla terapia”.- Che cosa si fa, in questo senso, a Desenzano?“Il reparto di malattie dell’apparato respiratorio del nostro ospedale ha acquisito, in proposito, un’esperienza importante fino dal 1994, anno in cui venne avviata la cosiddetta Scuola dell’asma, in collaborazione con uno psicologo”.- Che cosa è accaduto da allora?“E’ accaduto che, negli ultimi due anni, problemi di tipo organizzativo hanno fatto sospendere l’iniziativa. Per fortuna si è trattato di una sospensione solo temporanea. Infatti siamo riusciti ora a riprenderla e rilanciarla con motivazioni importanti: verifica diretta del beneficio tratto dai pazienti che hanno usufruito del servizio; esperienze acquisite e riportate a livello di letteratura internazionale; soprattutto le ripetute e convinte sollecitazioni dei pazienti, consapevoli dei buoni risultati ottenuti da questo tipo di servizio e desiderosi di conoscere più a fondo la loro patologia, anche per trovare motivazione e sostegno alla terapia cronica”.- Può dettagliare obiettivi e metodi?“Gli obiettivi principali sono essenzialmente due. Il primo, già l’ho esplicitato: è la migliore adesione dei pazienti alla terapia con conseguente riduzione degli accessi al Pronto soccorso e dei ricoveri ospedalieri. Il secondo è una conseguenza diretta ed è importantissimo: si tratta infatti del miglioramento della qualità di vita non solo dei pazienti, ma anche degli stessi familiari”.“Quanto alla metodologia – prosegue la dottoressa Antonietta Melchiorre – prevediamo incontri periodici dei pazienti e dei familiari, in gruppi numericamente limitati, con pneumologo e psicologo per coinvolgerli attivamente e garantire la verifica costante che le informazioni necessarie sulla pratica concreta della terapia anti asma sono recepite in modo chiaro, convinto ed esaustivo da parte degli interessati. Inoltre gli incontri servono a riconoscere le difficoltà del paziente di fronte ad una terapia cronica e ad aiutarlo nella ricerca di soluzioni, sostenendone la motivazione nel tempo”.Per ogni piccolo gruppo sono previsti due incontri a distanza di 15 giorni uno dall’altro, per permettere una prima verifica di ciò che non è ancora chiaro, acquisizioni fatte, difficoltà e quant’altro. Seguono poi controlli programmati a cadenza prima mensile e poi bi/trimestrale. “Solo così è infatti possibile creare un rapporto stabile di collaborazione e fiducia con il medico e lo psicologo, che garantisca un buon controllo della malattia cronica attraverso la presa di coscienza, che può avvenire solo nel tempo, della necessità di terapia costante, anche nei periodi di benessere”.L’impegno organizzativo (e professionale) è certamente notevole, dal momento che sono coinvolti la Pneumologia (dottor Farisé) con l’allergologia (dottoressa Melchiorre e dottoressa Moreni), ma anche il dipartimento di Salute mentale (direttore dottor Francesco Maria Saviotti) ed il Servizio ospedaliero di psicologia (responsabile dottoressa Laura Carcano) dell’Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda (direttore gnerale dottor Angelo Foschini, direttore sanitario professor Alfonso Castellani).Sede della rinata Scuola dell’asma è il reparto di Pneumologia dell’ospedale di Montecroce, il lunedì dalle 14.30 alle 16.30. Vi si può accedere per contatto diretto del paziente con lo specialista pneumologo, eventualmente su indicazione del medico di base; ovvero per invio da parte degli specialisti pneumologi a seguito di ricovero ospedaliero o di visita ambulatoriale. Il numero telefonico al quale fare riferimento è: 030.9145222 (dalle 8.30 alle 15.30).


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