martedì, Febbraio 17, 2026
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Un’assemblea pubblica manda in archivio le polemiche sull’ampliamento. Don Evelino al Comune: «Lavoriamo in armonia»

E’ finita la guerra del cimitero

Sull’ampliamento del cimitero, è arrivata la schiarita nei rapporti tra i parroci e l’Amministrazione comunale di Sirmione. Nel corso dell’assemblea pubblica dell’altra sera, organizzata dal Comune sull’argomento, il parroco del centro storico monsignor Evelino Dal Bon ha chiarito che «bisogna lavorare in concordia e rendere più responsabili i cittadini nelle scelte dell’amministrazione». Un ramoscello d’olivo impensabile fino a poco tempo fa, quando l’intervento del Comune sul cimitero di Sirmione aveva suscitato non poche proteste. Il religioso ha così chiarito come la sua lettera, inviata tempo fa al sindaco di Sirmione Maurizio Ferrari, a proposito dei lavori di ampliamento del cimitero di Colombare – un’opera che aveva sollevato malumori in parecchi fedeli – dovesse essere interpretata come un invito al dialogo e non come l’occasione per una polemica. Come riportato dal nostro giornale nei giorni scorsi, il faccia a faccia poi c’è stato ma tra alcuni cittadini e gli amministratori comunali intervenuti al dibattito, con in testa il sindaco Ferrari. Secondo alcuni abitanti, l’ampliamento dell’unico cimitero di Sirmione non avrebbe dovuto essere indirizzato verso la strada principale, cioè via Colombare, ma in altre zone. Al dibattito erano presenti anche alcuni componenti della Commissione edilizia: Agostino Domenegoni, Saverio Barbieri, Carlo Cosaro, e il consigliere d’opposizione diessino Mario Visconti. «Trattandosi di un progetto che riguardava l’intera popolazione bisognava ascoltarla, non decidere su due piedi e basta! Noi non delegittimiamo la maggioranza – spiega Visconti – però era necessario che l’allargamento del cimitero venisse discusso in un’apposita assemblea pubblica, e non nascondersi dietro all’elenco smisurato delle opere pubbliche illustrato fra l’altro nel bilancio preventivo». Le soluzioni praticabili erano tre: allargare la struttura verso la strada provinciale, costruirne un secondo, applicare una rotazione dei loculi (dopo 30 anni o dopo 10 anni per chi è sepolto nella terra). La giunta Ferrari ha optato per la prima, perchè come spiega a Bresciaoggi l’assessore Signori, «costruirne uno nuovo non era possibile, non essendoci terreni idonei che avessero almeno 300 metri di zona di rispetto da insediamenti civili o industriali nel territorio comunale». Inoltre, «con il nuovo intervento sarà possibile realizzare alla fine ben 800 nuovi locali che dovrebbero risolvere i problemi nei prossimi 15 anni». Sempre Signori ha poi sottolineato che «il progetto è stato presentato ben tre volte alla Commissione edilizia con gli aggiustamenti richiesti, e alla fine c’è stato l’unanime consenso di tutti. Anche l’Asl e la Soprintendenza – continua Signori – hanno posto dei precisi vincoli, non era possibile derogare, nè rinviare ancora i lavori: il cimitero ci è stato lasciato con pochissimi loculi a disposizione». Qualcuno ha criticato il progetto del Comune, asserendo che l’ampliamento avrebbe potuto essere effettuato in direzione del lago, il cui spazio è diviso però dall’area occupata dal campeggio Sirmione. Anche questa proposta, secondo il Comune, «era assolutamente impraticabile». Comunque, i lavori proseguono alacremente e tra qualche mese dovrebbero essere finiti. Sperando che venga accolto il messaggio di pace e concordia lanciato da do n Evelino.

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