lunedì, Aprile 22, 2024
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La Provincia ha approvato lo studio di fattibilità: collegherà Verona a Peschiera, Lazise, Bardolino e Garda I sindaci: «Non sappiamo nulla»

E’ una metropolitana fantasma

«Cosa? La metro che?». Non sa cos’è, non ne è mai stato informato, tanto meno ha un’idea di dove possa passare. Il sindaco di Bardolino Armando Ferrari cade dalle nuvole: della metrotramvia che la Provincia vuole realizzare da Verona a Garda – con fermate a Castelnuovo, Peschiera, Pacengo, Lazise e Bardolino- fatica quasi a pronunciare il nome. Il suo collega arilicense, Bruno Dalla Pellegrina ha bisogno di tempo per recuperare nei ricordi una «chiacchierata fatta al riguardo più di un anno fa con l’assessore Pozzani, ma si trattava di una ipotesi buttata lì insieme ad altre. Studio di fattibilità? Non ne so nulla, sulla faccenda il mio Comune non è stato coinvolto». Strano, il progetto prevede una «stazione» anche a casa sua: «così», ha dichiarato lo stesso Pozzani, «anche dalla città si potranno raggiungere più facilmente i grandi parchi della zona, da Gardalan a Caneva fino allo zoo safari». Controreplica: «ma sì, può essere una buona opera, vedremo cosa salterà fuori». Scuote il capo Davide Bendinelli, sindaco di Garda (capolinea del progetto), che molto più praticamente pontifica: «Ce n’è di cose da fare prima della metrotramvia». E spiega: «I problemi della viabilità sul lago non si risolvono così, soprattutto perché a rimanere scoperta, ancora una volta, sarebbe la parte da Affi in su, quella più penalizzata per mancanza di strade sia lungo la costa che di collegamento con l’interno». Partenza in solitaria: la metrotramvia, per ora, piace solo a Pozzani. L’assessore provinciale alla viabilità ce l’ha con chi gli dà contro. «Ma come?», replica agli attacchi dei sindaci, «prima ci accusano di immobilismo e di mancanza di progettualità, poi, quando sulla carta decidiamo di studiare la fattibilità di infrastrutture che cambierebbero la viabilità nei punti più critici del territorio, ci contestano. Sinceramente non capisco», si arrabbia, «e non accetto neanche che si dica che la Provincia va avanti da sola: è tutto scritto nero su bianco sul Piano Territoriale Provinciale, i sindaci ne hanno copia e in varie occasioni è stato loro illustrato. Se di metrotramvia non hanno mai sentito parlare, si informino e leggano questo Ptp, che riguarda anche loro». Nel piano appena varato, la Provincia descrive quattro tratte della metrotramvia: Verona-San Giovanni Lupatoto-Zevio; Parona-Arbizzano-San Pietro in Cariano-Sant’Ambrogio; Verona-Grezzana e Verona-Castelnuovo (futuro casello) – Peschiera-Pacengo-Lazise-Bardolino-Garda. «Quanto agli obiettivi», si legge, «l’amministrazione provinciale sviluppa tutte le azioni necessarie per la realizzazione di un sistema che costituisca l’estensione di quello cittadino ai centri a maggiore intensità insediativa e il collegamento di punti strategici ad alta concentrazione residenziale e turistica». Da qui, due indicazioni ai sindaci: «in corrispondenza delle stazioni ferroviarie organizzate le vostre previsioni insediative promuovendo la rivitalizzazione dei centri urbani e create centri e spazi di natura commerciale e di servizi agli utenti». I dubbi di Ferrari, di Dalla Pellegrina e di Bendinelli, Pozzani proprio non li capisce. «Questa è un’occasione importante, altamente strategica», insiste, «per risolvere i problemi della viabilità veronese in generale e del Garda nello specifico. Abbiamo deciso di avviare lo studio di fattibilità proprio per individuare soluzioni alternative alle strade ormai congestionate: la Giunta ha dato il nulla osta e incaricherà ufficialmente l’ingegnere Bernini di Mantova, esperto di metropolitane di superficie. Tornando ai sindaci», confessa Pozzani, «mi stupisce che non capiscano che questa opera potrebbe risolvere gran parte dei loro problemi: portare la metropolitana fuori da Verona verso il lago con fermate studiate all’altezza dei grandi parchi, sia naturalistici che di divertimento, significa poter togliere dalla strada milioni di mezzi in marcia verso Gardaland, Caneva o lo zoo Safari, riducendo così le storiche code sulla Gardesana». «Va bene», replica il sindaco di Bardolino, «ma bisogna che la Provincia si metta in mente di coinvolgere i principali attori della vita amministrativa dei paesi nei quali andrà a realizzare opere imponenti come questa. Ripeto, qua non ne sapevamo nulla. Ad esempio: si è discusso del tracciato? Di tutti i problemi collegati alla realizzazione di questa nuova infrastruttura? Di quanto costerà? E dove si troveranno i finanziamenti? Insomma», conclude stizzito Ferrari, «mi pare che abbiamo a che fare con i soliti giochetti di promozione politica più che con altro. Purtroppo».

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