giovedì, Febbraio 29, 2024
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Non era mai accaduto in 30 anni di fiera, che le contrattazioni partissero senza cerimonia. Per gli 840 espositori nulla cambia rispetto a giugno

Expo Schuh avviata in sordina

La fiera delle calzature che richiama in questo fine settimana migliaia di acquirenti da mezzo mondo nella Busa porta il numero 59. Riva Schuh ha visto sfilare al taglio del nastro due generazioni di politici, dal senatore Vettori a Michelini; dal presidente Detassis della Camera di commercio ad Alberto Bertolini della Lido; da Bruno Santi a Mario Malossini.In un paio di fortunate occasioni è stato anche catturato un sottosegretario di passaggio. Per decenni la battuta con cui il presidente della fiera, signor Eichholz, concludeva il suo intervento ha segnato l'avvio ufficiale delle contrattazioni. Ci sono stati momenti difficili quando pareva che Verona o Bologna potessero «rubare» la manifestazione riducendo sul lastrico la Palacongressi, e fasi di speranza quando le promesse d'una nuova sede puntualmente ripetute due volte all'anno dal politico di turno potevano essere smerciate con un minimo di credibilità. Mai però era accaduto, in trent'anni, che la fiera cominciasse senza una cerimonia d'inaugurazione, un momento di festa in cui ci si scambiassero gli auguri e si brindasse, con un buon calice di Ferrari, alle fortune degli scarpari: i quali, tutti presi dai loro affari, nemmeno lo sapevano. Ieri mattina la 59esima Expo Riva Schuh ha imboccato i binari della contrattazione in sordina. Niente all'apparenza è cambiato, tutto è una fotocopia dell'edizione di giugno, compresi i campionari sempre più «quattrostagioni». Gli espositori sono 840, gli spazi sono tutti occupati nei tre padiglioni alla Baltera, al palacongressi, al Palameeting, negli alberghi che sono rimasti legati a singoli rappresentanti che li affittano in blocco. Le grosse auto di lusso con targa straniera invadono con la consueta invadenza tutti i marciapiedi disponibili, indotte in tentazione anche dalla cronica mancanza di parcheggi. I ristoratori si preparano a celebrare il fine settimana più pingue della loro annata. L'apparenza dichiara che niente è cambiato. Solo la cerimonia d'apertura è saltata, il momento di allegria in cui la città attraverso il suo sindaco ripeteva agli ospiti la propria festosa accoglienza. La città ha altro per la testa, il brindisi può attendere che altro sereno torni.

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