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L'esperienza di "NAVIGANDO…" del lago di Garda e del Circolo Vela Gargnano

HANDICAP E VELA

Disabili e vela è tema di grande attualità, lungo le rive del più grande e navigato lago d’Italia. Stiamo parlando del Garda dove si è sempre sperimentato enl mondo della nautica qualcosa di nuovo. Negli anni ’90 c’è chi vuole far navigare i diversamente abili. La vela diventa momento di aggregazione, molto spesso terapia. Alla sede del Circolo Vela Gargnano si inizia con i non vedenti del progetto Homerus. Nel golfo di Salò si provano i 2.4 telecomandati dello Yacht Club Romagna, legati alla sperimentazione di Telethon. Nel lembo trentino si sono allenati gli azzurri di Atene 2004. Sulla sponda veneta nasce “Eos la vela per tutti”, idea voluta dal giudice Michele Dusi con la collaborazione degli Ospedali di Negrar e Malcesine, dell’Asl di Bussolengo, i futuri insegnanti di Scienze Motorie dell’Università di Verona. Sempre nel basso lago si sviluppa “Hyak” con i malati mentali dell’Azienda Ospedaliera di Desenzano e Salò. A Padenghe un progettista del valore di Umberto Felci elabora ,grazie al contributo del Rotary International, il nuovo “2.4”, la carena a formula delle Paralympiadi. Nel settembre 2002 un Garda, ricco di sole e vento, ospita, per l’organizzazione del CV Gargnano, il 5′ Campionato del mondo di vela della Bsi, la Blind Sailing International, manifestazione che approda in Italia dopo le capitali della vela internazionale: Nuova Zelanda, Australia, Usa ed Inghilterra. Ed a vincere, nel gruppo dei B1, il massimo handicap visivo, sono due skipper di casa: Gigi Bertanza e Raoul Pietrobon del progetto gardesano Homerus.

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