domenica, Febbraio 25, 2024
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Delegazione in missione per il matrimonio, rinviato, di Teofilo. Continua l’opera di ricostruzione del paese del Togo

I gardesani di Todomè

Matrimonio rinviato quello tra Teofilo, giovane del Togo che per alcuni anni è stato ospite della parrocchia di S. Maria della Neve e promotore del progetto di solidarietà «3 T», e una giovane del villaggio di Todomé. Per ragioni non del tutto chiare, secondo la versione resa da alcuni partecipanti al viaggio nel Paese africano, le famiglie dei due mancati coniugi non si sarebbero accordate. E così la preannunciata cerimonia, che avrebbe dovuto essere celebrata dallo stesso parroco di Sirmione, mons. Evelino Dal Bon, è andata in fumo. Tra l’altro, una donna di Sirmione aveva fatto dono del proprio abito nuziale alla giovane africana. «I matrimoni in questo angolo del continente nero ? rileva Mario Visconti, uno dei sedici partecipanti al viaggio di solidarietà ? devono essere condivisi anche dalle due famiglie, e se non si trova l’accordo la cerimonia rischia di essere rinviata: è successo a Teofilo». Ma il viaggio nel Togo aveva ben altri obiettivi, perché in ogni caso il progetto di aiuti fila liscio. Anzi, la delegazione gardesana (ne fanno parte artigiani, professionisti, medici, pensionati e lavoratori) è stata ricevuta a turno dai ministri della Sanità, dell’Energia e dell’Educazione a Lomé, capitale dell’ex colonia francese, e sollecitata a continuare nella ricostruzione del paese di Todomé e delle campagne circostanti. Nel prossimo futuro, i gardesani costruiranno una microcentrale idroelettrica e attiveranno diciassette finanziamenti per l’agricoltura che coinvolgerà alla fine ben 108 famiglie del villaggio africano. Nel frattempo, è stato sistemato il dispensario farmaceutico dotato di un laboratorio effcientissimo per gli esami per la ricerca della malaria, dell’Aids, della tbc e della parassitosi intestinale, autentici flagelli dell’Africa. La nostra rappresentativa si è, inoltre, incontrata con il Console italiano accreditato a Lomé. Da quattro anni a questa parte l’idea di Teofilo e di mons. Evelino Dal Bon si è dunque concretizzata, ma non è terminata. Todomé deve continuare la sua marcia di sviluppo e con lui la sua popolazione perché possa rendersi un giorno autonoma. Un esempio che andrebbe imitato da altre organizzazioni su vasta scala per evitare le dolorose emigrazioni verso l’Europa.

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