I santi Fermo e Rustico possono attendere. È di fatto fallito l’incontro per una soluzione bonaria per accedere al fondo sul quale da secoli in località Santi esiste la chiesetta di campagna dedicata ai due santi di origine africana e martirizzati, secondo la tradizione, in riva all’Adige nel 304 ai tempi dell’imperatore Massimiliano. Un contenzioso che va avanti da una decina d’anni con una causa: il Comune lacisiense proprietario della chiesa di campagna recentemente restaurata e del romitorio interessato a lavori di consolidamento, e alcuni privati che invece vantano la proprietà di quel centinaio di metri di accesso al fondo. Per arrivare al complesso, situato nelle immediate vicinanze della strada provinciale che da Lazise conduce a Calmasino, è infatti necessario percorrere una porzione di strada asfaltata privata, priva di cancelli di chiusura, lunga cinquanta metri e quindi proseguire per altri venti metri di carreggiata per portarsi al sagrato antistante la chiesa. Il Comune sostenendo che la chiesa è stata realizzata molto prima delle case dei privati, punta ad avere gratis il diritto di passo. Inoltre, a sostegno della propria tesi, vanta un documento rilasciato nell’aprile del 1970 alla ditta Ibd di Bardolino con il quale «dava licenza» di costruzione a patto che la «chiesetta esistente dovrà essere restaurata e riaperta al culto a cura e spese di codesta Società (mai intervenuta, ndr), secondo i dettami della Soprintendenza, con sistemazione e allargamento della strada di accesso alla medesima». La controparte privata per concedere il diritto di passo pretende invece un indennizzo di una ventina di milioni e una compartecipazione al 50 per cento degli interventi necessari al mantenimento della strada. Considerato che nell’ultimo incontro non è stato raggiunto un accordo bonario, il giudice Andrea Mirenda del Trinunale di Verona ha riconvocato le parti per il prossimo 9 luglio. Nel frattempo il legale del Comune, lo studio Baciga, cercherà di raccogliere le testimonianze di quanti hanno avuto accesso alla chiesetta, prima che venisse realizzato il villaggio da parte dell’impresa Bogoni-Delaini di Bardolino, e ottenere il dirittto di passo per arrivare alla chiesetta. Ma anche al romitorio, di cui quanto prima dovrebbero partire i lavori di restauro a cura della Associazione Francesco Fontana che da anni è impegnata nell’opera di restauro di una zona di notevole valenza archeologica.


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