venerdì, Giugno 21, 2024
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La Giunta ha deliberato di investire fino a 25mila euro per restare nella D’Annunzio Spa Intanto dialogo serrato tra Molgora e Miozzi per un’intesa: atteso a breve un documento

Il Broletto «torna» in pista deliberando l’investimento di 25mila euro

La Provincia di Brescia tornerà ad essere azionista della D’Annunzio Spa, la società di gestione dell’aeroporto monteclarense del quale detiene storicamente il 7,5%. Quota tuttavia di fatto «persa» lo scorso 12 dicembre quando, in occasione dell’assemblea in cui fu varata la ricostituzione del capitale societario – ridotto a meno di un terzo dalle perdite non ripianate – il Broletto, al pari dell’altro socio bresciano, vale a dire la Camera di Commercio, non si presentò.Un «gettone» della ProvinciaDue giorni prima della scadenza ultima prevista per riscattare le rispettive quote azionarie, versando quanto dovuto, è arrivata la decisione della Giunta provinciale, guidata dal presidente Daniele Molgora, con la quale l’esecutivo di Palazzo Broletto ha disposto che venga versato un importo fino a 25mila euro, quale parziale ripianamento perdite o acquisizione quote. Un «gettone» che ha valore pressoché simbolico, ma che soprattutto garantisce al maggiore ente territoriale bresciano di conservare il diritto a prendere parte a tutte le attività della società di gestione, e di essere messo a conoscenza, in qualità di socio, di strategie, piani industriali e risultati operativi. Ma anche di gettare un ponte verso gli altri soci di Catullo (che detiene oggi tutto il resto del capitale della Spa di Montichiari): vale a dire veronesi e trentini, in prospettiva di un possibile rientro «a pieno regime» nella compagine societaria, magari all’indomani della definizione del bilancio preventivo della Provincia per il 2010.Documento in vistaMa le novità potrebbero essere ben altre, quando ormai manca solo una settimana alla scadenza del 16 febbraio, vale a dire il giorno in cui l’annosa vertenza tra Catullo, Enac e ABeM, approderà in aula davanti alla terza sezione del Consiglio di Stato. Dalla sponda veronese del Garda più voci del settore confermano i costanti contatti tra i due presidenti delle Province, Daniele Molgora – seppure dal Broletto non giungano conferme al riguardo – e Giovanni Miozzi. Il quale mantiene il più stretto riserbo, stante la delicatezza del momento. L’unico commento raccolto la scorsa settimana era tuttavia ottimistico: «Stiamo lavorando per un’intesa forte con Brescia. L’aeroporto di Brescia deve avere una sua rappresentanza forte in tutti i sensi».La soluzione al vaglio sarebbe una parziale revisione dell’ipotesi di holding con sub-concessione per ciascuna delle due società operative a capo ciascuna di uno dei due scali, Montichiari e Villafranca. E sembra tornata in auge l’ipotesi di maggioranza bresciana per quella deputata al D’Annunzio, a fronte verosimilmente di una maggior presenza della Leonessa in seno alla capogruppo. A ritoccare il disegno sarebbe subentrato un ammorbidimento dei paletti posti da Enac. Mentre i veronesi ribadiscono come l’andare a gara potrebbe essere sì tutt’altro che vantaggioso per loro, ma forse anche per i bresciani: la procedura per la assegnazione della concessione, in caso di gara, sarebbe comunque lunga e quasi di certo in quell’intervallo di tempo i veronesi avrebbero facile gioco a «svuotare» il D’Annunzio di quanto possibile.Difficile tuttavia capire esattamente quali soluzioni siano prospettate, nel clima di totale riserbo imperante. Ma l’attesa potrebbe durare poco. Il documento richiesto più volte da ABeM per ragionare su un’ipotesi definita sarebbe infatti in via di definizione. Si vedrà.

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