lunedì, Aprile 22, 2024
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Inaugurata a Brescia la nuova sede della DIA. Presenti fra gli altri il Capo della Polizia Franco Gabrieli ed il presidente della Regione Lombardia Maroni

“Oggi e’ una giornata importante”, lo ha detto il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, al termine della cerimonia di inaugurazione della nuova sede operativa della DIA di Brescia, alla presenza del Capo della Polizia, Franco Gabrielli. “Dire Dia – ha osservato il governatore – vuole dire anche colpire i patrimoni delle organizzazioni criminali, un obiettivo sul quale mi sono impegnato molto quando sono stato ministro dell’Interno. Eravamo infatti stati noi, a dare vita all’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, che come e’ stato ricordato oggi, serve ad assegnare i beni tolti alla criminalita’
organizzata”.

REGIONE IMPEGNATA

La Regione Lombardia, ha sottolineato Maroni, “collabora con la Guardia di Finanza, con la Dia, con i Carabinieri e la Polizia, perche’ e’ nostro interesse evitare che la criminalita’ organizzata entri nell’economia lombarda condizionandone l’attivita’. Noi siamo molto impegnati in questa direzione”.

STRATEGIE DIVERSE

Il presidente lombardo, ha poi osservato come negli ultimi anni sia cambiata la strategia delle organizzazioni criminali, meno propense “ad usare violenza e
intimidazioni”. Sempre piu’ spesso, ha spiegato, “vanno a vedere dove c’e’ un’azienda in crisi o con dei problemi e la comprano. Per riciclare denaro e per usarla come facciata per entrare, ad esempio, nel mondo degli appalti pubblici. E’ – ha sottolineato – una modalita’ molto insidiosa. Anche per questo, serve una direzione investigativa specializzata, come appunto e’ la Dia, per scoprire e prevenire le infiltrazioni delle mafie nel nostro tessuto economico”.

 

“La presenza a Brescia della Direzione investigativa antimafia e’ fondamentale. La provincia e’ infatti territorio di attenzione della criminalita’ organizzata per la
ricchezza che produce. Sono gia’ 25.944 le operazioni sospette in materia di riciclaggio nel primo semestre 2016 in Lombardia e poco meno della meta’ delle quali nel solo distretto bresciano.
Siamo la quinta regione italiana, dopo Sicilia, Campania e Calabria e Lazio, per numero di beni confiscati. La Regione Lombardia e’ in prima linea per la lotta alle mafie e alla criminalita’ organizzata”.

 

 

 

 

 

 

 

Lo ha detto l’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali a margine dell’inaugurazione della nuova sede locale della sezione operativa della Direzione investigativa antimafia.

UNA LEGGE PER IL RECUPERO A FINI SOCIALI DEI BENI CONFISCATI

La Lombardia, come ha ricordato Bordonali, ha anche approvato la Legge regionale 17 che prevede “il conferimento di risorse per incentivare il recupero ai fini sociali e sostenere il riutilizzo da parte degli Enti locali di beni confiscati alla criminalita’ organizzata”.
I FINANZIAMENTI REGIONALI

Lo scorso agosto la Giunta regionale ha stanziato 800.000 euro per “interventi di aiuto e assistenza alle vittime dei reati di stampo mafioso e della criminalita’
organizzata”. Altri 400.00 sono stati destinati “all’attivazione e il funzionamento dei centri per la legalita'” in tutte le province lombarde, per diffondere “la cultura della legalita’ tra gli studenti, attivando azioni di sensibilizzazione ed elaborando proposte concrete di intervento per combattere la criminalita’ e la corruzione”.

IL COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLE

“In due anni – ha concluso l’assessore – sono state coinvolte 407 scuole, 4.280 classi, 6.609 docenti e soprattutto 103.153 studenti. La Regione Lombardia e’ concretamente in campo per il contrasto alle mafie”.

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