martedì, Aprile 16, 2024
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Inaugurato al MuSa di Salò il “Museo della Follia”, da Goya a Bacon, mostra curata da Vittorio Sgarbi

Presentata, a Salò, la mostra “Museo della Follia. Da Goya a Bacon”: un percorso con oltre 200 opere tra dipinti, fotografie, oggetti e video istallazioni sul tema della follia. Saranno esposti, tra gli altri, alcuni capolavori dei grandi maestri della storia dell’arte internazionale provenienti da prestigiose collezioni  private e da importanti musei come  Musée d’Orsay e Musée de l’Orangerie tra cui le opere di Francisco Goya, Telemaco Signorini, Antonio Mancini, Adolfo Wildt, Chaïm Soutine, Antonio Ligabue, Fausto Pirandello e Francis Bacon.

La mostra, che rimarrà aperta sino al 16 novembre prossimo, è allestita presso il MuSa, Museo Salò, fa seguito all’altrettanto importante mostra, sempre curata da Vittorio Sgarbi, “Da Giotto a de Chirico” che ha avuto un grandissimo successo.

Alla presentazione oltre a Vittorio Sgarbi e Giordano Bruno Guerri numerose autorità civli e militari fra le quali il sindaco di Salò Gianpiero Cipani ed psichiatra e sociologo Paolo Crepet.

I visitatori saranno accolti sul lungolago di Salò con un a vera e propria anteprima del museo fuori dalle pareti del MuSa: il container “L’Intonapensieri” che ospiterà al suo interno 9 installazioni interattive sul tema della follia: testimonianze poetiche di personalità di spicco come Antonio Ligabue, Franco Basaglia, Alda Merini, ecc., ma anche voci di chi i manicomi li ha vissuti in prima persona.

In anteprima mondiale fra le varie esposte un olio opera di Adolf Hitler che disse, all’ambasciatore britannico Neville Henderson “Io sono un artista e non un politico. Una volta che la questione polacca sarà risolta, voglio finire la mia vita come un artista”.

“Un repertorio, senza proclami, senza manifesti, senza denunce – ha dichiarato il curatore della mostra Vittoria Sgarbi -. Uomini e donne come noi, sfortunati, umiliati, isolati. E ancora vivi nella incredula disperazione dei loro sguardi. Condannati senza colpa, incriminati senza reati per il solo destino di essere diversi, cioè in dividui. Nella storia dell’arte – prosegue Sgarbi -, anche prima dei clamorosi di Van Gogh e di Ligabue, molti sono gli artisti la cui mente è attraversata dal turbamento, che si esprimonio in una lingua visionaria e allucinata.Ognuno di loro ha una storia, una dimensione che non si misura con la realtà, ma con il sogno”.

Sicuramente una mostra da non perdere!

Prossimamente, in Gardanotizie.it, a nostra video intervista esclusiva a Vittorio Sgarbi e Giordano Bruno Guerri Direttore del MuSa e presidente del Vittoriale degli Italiani.

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