Una cura ad «atmosfera controllata» per i libri di Francesco Fontana. La piccola ma qualificata biblioteca personale e d’uso dello scienziato dell’Ottocento che si dedicò alla chimica, alla botanica e alle scienze della terra, legando il suo nome a importanti scoperte, quali la Salicina, a ritrovamenti e a classificazioni che rimasero nelle scienze naturalistiche, necessitava di essere salvata dalla infestazione di insetti. Il Comune lacisiense, proprietario di quanto pervenuto del patrimonio culturale dello studioso nato a Pesina di Caprino nel 1794, che visse e gestì a Lazise la farmacia, prima di procedere alla disinfestazione dei libri, si è voluto documentare sulle ultime tecniche nate in alternativa all’uso di gas tossici quali il bromuro di metile, l’ossido di etilene ed altri, per il cui impiego è necessario disporre di impianti, metodologie e specifiche licenze e autorizzazioni. Gas d’altronde, in diverse nazioni, banditi per la crescita della necessità di salvaguardare l’ambiente (leggi: buco di ozono). Pertanto, per dare il benservito ai voraci ospiti indesiderati di legno, materiale cartaceo e cuoio usati per le rilegature, che non pochi danni provocano quotidianamente al patrimonio culturale, il Comune si è rivolto a una ditta specializzata, la Isolcell Italia, una Spa di Bolzano in grado di eliminare con la tecnica di «atmosfera controllata» ogni forma vivente di larva, uovo, adulto, di insetti del genere Anobidi, Dermestidi, Hylotrupes Bayulus ed altri, principali autori dello scempio di opere d’arte. In definitiva, si tratta di un semplice e rivoluzionario trattamento che consiste nel sottoporre gli insetti a una condizione di «asfissia» (carenza di ossigeno) in uno spazio confinato e impermeabile per un determinato tempo, a una temperatura e umidità relativa predeterminata per ciascun genere di insetto festante. I centotrenta volumi sono stati pertanto raccolti e sistemati in una speciale tenda collocata nella sala riservata alla Giunta comunale e sottoposti, per una ventina di giorni, a questo speciale trattamento di «atmosfera controllata». Operazione che comincia impostando, nel software di controllo del personal computer, i parametri atmosferici da mantenere. Durante tutto il periodo di disinfestazione, un sofisticato sistema di analisi a microprocessore rileva i dati riguardanti temperatura, umidità relativa e percentuale di ossigeno residuo presenti nella tenda e di trasferirli in tempo reale al personal computer di controllo, che li memorizza e utilizza come retroazione per correggere eventuali deviazioni dei valori impostati. I vantaggi dell’utilizzo dell’atmosfera controllata nei trattamenti delle opere d’arte sono molteplici. Innanzitutto si utilizza una tecnologia già matura, impiegata da diversi anni nella conservazione ecologica dei beni ortofrutticoli; non si utilizzano sostanze tossiche o nocive, ma si cambiano solamente le proporzioni dei gas già naturalmente presenti nell’atmosfera che respiriamo. L’intervento per i libri del Fontana costa poco più di cinque milioni di lire e si va ad aggiungere a quelli già con successo condotti con la stessa tecnica su famose opere lignee quali il crocefisso del Cimabue, il Coro ligneo del Tempietto dei Longobardi, gli arredi del Castello di Donnafugata, i locali dei Codici Miniati e i libri pergamenacei del Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli. Esempi che pongono in risalto come l’atmosfera controllata oggi sia riconosciuta come valida alternativa all’impiego di gas tossici nella disinfestazione degli insetti.


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