lunedì, Febbraio 26, 2024
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Ieri un incontro nella sede della Provincia per i tre impianti chiusi da settimane. A giorni il rinnovo delle autorizzazioni. Dall’Asl il parere è favorevole

Isole ecologiche, punto di svolta

Fumata bianca per la vicenda delle tre isole ecologiche di Desenzano, chiuse da quindici giorni.Ieri mattina negli uffici della Provincia di Brescia si è tenuta la preannunciata conferenza dei servizi per sciogliere l'intricata matassa tecnico-amministrativa degli impianti che stanno mandando in tilt l'attività di smaltimento di rifiuti del basso Garda, tenuto conto che anche l'isola ecologica di Sirmione, in via Gabella, è stata posta sotto sequestro dai del Noe due mesi fa.«E' andata abbastanza bene – dice con una punta di cauto ottimismo l'assessore all'ecologia di Desenzano, Mauro Guerra -: credo che i tempi ora per la riapertura degli impianti siano solo tecnici, quindi si può ragionevolmente parlare di una decina di giorni ancora da aspettare. La prossima settimana il dottor Barozzi, responsabile dell'ufficio provinciale competente, ci ha detto che convocherà la commissione paesaggistica, perché esprima il proprio parere».Intanto, in sede di conferenza sono pervenuti ieri i pareri favorevoli dell'Asl di Brescia e della Soprintendenza.Ora, una volta che l'ufficio provinciale incaricato emetterà il rinnovo dell'autorizzazione, poi toccherà all'ufficio rifiuti sempre di palazzo Broletto ad emanare il parere per l'autorizzazione alla gestione dell'isola ecologica.Quest'ultimo, lo ricordiamo tanto è intricata la vicenda, è stato persino raggiunto da un'avviso di garanzia per alcuni rilievi eccepiti dal pm Fabio Salamone, che conduce l'inchiesta su alcune isole ecologiche. Si tratterebbe, però, soltanto di un atto dovuto. In ogni caso il funzionario comunale verrà difeso da un legale nominato nei giorni scorsi dalla giunta Pienazza.Un mese fa, come un colpo di fulmine, i carabinieri del Noe si presentarono alla Cremaschina, dov'è situata la più grande isola ecologica del Garda, per metterle i sigilli disposti dal magistrato.Una settimana più tardi era il turno delle altre due (via Giotto e minitangenziale), con la sola differenza che, a chiuderle, era stato lo stesso Comune dopo aver ricevuto una diffida dall'amministrazione provinciale.

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