sabato, Giugno 22, 2024
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Presentato l’interessante lavoro di ricerca storica dei ragazzi di quinta elementare e prima media. Molto originale l’adozione del vecchio lavatoio di fronte alle suore Canossiane

La cittadina riscoperta dagli studenti

Un invito a non dimenticare il patrimonio che è stato trasmesso, per amarlo e conoscerlo meglio. Lanciato tempo fa nell’ambiente scolastico delle materne, delle elementari e delle medie, ha riscosso notevole successo grazie anche all’interessamento e alla paziente guida di alcuni insegnanti. L’obiettivo di realizzare un «laboratorio» su Lonato delle classi quinte elementari e prime medie è stato centrato. «La scuola racconta Lonato», questo il titolo dell’iniziativa, secondo quanto spiega la professoressa Anna Federica Stranieri, poneva le premesse di un programma ben preciso, quello cioè di rivedere, attraverso gli occhi dei ragazzi e grazie al loro impegno ed entusiasmo, il nostro paese così ricco di storia e di bellezze artistiche e naturali. I risultati non sono mancati. Alcune classi si sono occupate delle colline moreniche, altre di personaggi storici famosi, altre ancora dei mestieri del passato e, infine, la 5ª C e la 1ª C hanno rivisitato i monumenti artistici più importanti con l’aiuto di un esperto, Lino Lucchini, noto anche per l’approfondita conoscenza della storia lonatese. I ragazzi della prima media hanno deciso di tuffarsi in qualche cosa di più impegnativo: l’adozione di un monumento, o meglio di un vecchio lavatoio, situato in una tranquilla piazzetta di fronte al monastero delle suore Canossiane, non lontano dalla scuola stessa. Già da diversi anni, rileva ancora Anna Federica Stranieri, un progetto a livello europeo promuove tra i ragazzi di ogni ordine di scuola l’interesse per le bellezze artistiche del proprio paese, suggerendo l’adozione appunto di un monumento da studiare, valorizzare e, se possibile, restaurare con l’aiuto delle amministrazioni locali. Anche l’assessorato alla Pubblica istruzione di Lonato, tra i primi in provincia di Brescia, si è dimostrato sensibile alle indicazioni venute dai ragazzi e ha subito offerto il proprio aiuto, tanto che la Giunta ha emanato una delibera. Interessarsi del lavatoio ha voluto dire per i baby ricercatori chiedersi che funzione esso avesse un tempo per la popolazione locale, quali altri ne esistevano in paese, come arrivavano le acque alle fontane, ma anche come avveniva l’irrigazione nei campi. Poco a poco sono riusciti a ricostruire un piccolo spaccato di vita quotidiana, ricco di testimonianze, di ricordi, di curiosità che tanti adulti hanno fornito loro con paziente disponibilità. «Un’esperienza davvero entusiasmante – osserva la professoressa Stranieri – alla quale tutti hanno partecipato con piacere e senza mai tirarsi indietro davanti ai numerosi impegni extrascolastici, perchè la svogliatezza, che a volte i nostri ragazzi dimostrano davanti allo studio, sparisce quando qualcosa li interessa davvero. E li ha sicuramente interessati riscoprire il loro stesso passato, imparare a riconoscere il valore anche delle piccole cose, gustare il metodo della ricerca storica». A conclusione di tutto il lavoro sono stati scelti tre diversi modi per trasmettere anche agli altri il risultato di tanti sforzi: un testo preparato al computer realizzato con la collaborazione del professor Langella, insegnante di informatica, a disposizione di tutti su cd, una mostra con le foto realizzate e i progetti di restauro creati dai ragazzi sotto la guida della professoressa Casari, insegnante di educazione artistica. Infine, una giornata in piazza per far rivivere con scenette e canzoni il vecchio lavatoio.

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