lunedì, Febbraio 26, 2024
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Temporale rarissimo davvero imprevedibile

La parola al meteorologo

L'eccezionale perturbazione temporalesca di ieri notte, caratterizzata da estese e intense cadute di grandine nella fascia collinare della nostra provincia, e da fortissime raffiche di vento, era nata in Lombardia poco dopo la mezzanotte. Ha seguito una direttrice di marcia ovest-est, inserita nella corrente a getto a grande altezza. Si è trattato di raro temporale a supercella di grandi dimensioni, avente nel suo seno correnti ascendenti con velocità fino a 50 metri al secondo, tra le più elevate mai osservate nel Veronese. L'innesco del disastroso fenomeno atmosferico è attribuibile al blocco di aria fredda in quota, proveniente dal vortice presente da vari giorni sulla Francia, che aveva scavalcato le Alpi occidentali a tarda sera. Tuttavia il temporale non sarebbe stato così violento se non avesse trovato nel Veronese aria calda (31 gradi alle 15), ricchissima di vapore acqueo. Il tasso di umidità era infatti, nel pomeriggio compreso tra 52 e 60 percento, dieci in più del giorno prima e 75 % in serata. Questa miscela esplosiva, venendo a contatto con la massa fredda in quota, ha alimentato il cumulo-nembo, che probabilmente ha raggiunto i 12.000 metri d'altezza, se non di più. È stato proprio in prossimità dei confini meridionali della cellula temporalesca, da dove ha attinto l'aria calda-umida della Valpadana, che il fenomeno ha raggiunto la massima violenza. Ha vivamente sorpreso, oltre all'estensione del temporale, la grossezza di molti chicchi di grandine. Di solito non vengono superati i due centimetri di diametro, ma stavolta molti chicchi erano come pesche e come palle da tennis. La forza distruttiva di tali chicchi viene amplificata dalle raffiche di vento in caduta, che proviene da cuore del cumulo-nembo e che poi si espande a largo raggio. A Verona, infatti, è arrivato solo il vento, sebbene attenuato, e nemmeno una goccia di pioggia. Quando i chicchi sono tanto grossi vuol dire che le correnti ascendenti in seno al cumulo-nembo erano molto forti. In questi casi il chicco compie parecchie volte il movimento di ascesa e discesa e si ingrossa via via. Questi spostamenti sono ben evidenziati dai caratteristici strati, alternativamente opachi (contenenti bollicine di acqua liquida) e trasparenti (ghiaccio compatto), tipici dei chicchi di grandine. Era prevedibile l'evento? Assolutamente no. Si possono prevedere, il più delle volte, le perturbazioni temporalesche (e noi le indichiamo probabili, proprio per la notte, nei servizi televisivi, e su questo quotidiano fin da venerdì), ma non la loro intensità, e tanto meno la grandine, fenomeno estremamente irregolare. Solamente le immagini fornite sullo schermo di un radar metereologico possono far sorgere il sospetto di presenza di grandine in un temporale ancora lontano, ma non oltre un'ora prima dell'evento. A proposito di grandine ricordiamo che la Valpadana è, nel mondo, tra le zone più colpite da questo flagello, assieme al Colorado e l'area del Caucaso. Non solo, ma il Veronese, l'Astigiano, il Vicentino e il Trevigiano sono statisticamente le province più battute in Italia.

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