giovedì, Febbraio 12, 2026
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Tanto chiasso per un utopistico «progetto in sicurezza». Bastava un po' di buonsenso

La Ponale è diventata una «star»: le hanno rovinato la vita

Non c’è nessuno che possa impedire, alle migliaia di bikers che popolano le nostre zone, di mettersi con una ruota all’aria sul crinale del Brione (dove c’è sotto uno strapiombo di 200 metri), oppure sul ciglio del canyon scavato dal Sarca sopra la vecchia strada del Limarò (dove soltanto guardando sotto ti vengono i brividi), o ancora a cavallo di qualche sasso sui burroni del sentiero che risale, a San Giacomo, le foci dell’Albola. E non c’è nessuno che si sogni di negare, alle stesse migliaia di bikers, di serpeggiare sotto le pareti più franose (e ce ne sono parecchie) della nostra zona.Questa libertà di andare a cacciarsi nei guai, nel pericolo, valeva anche per l’antica strada del Ponale fino a non molto tempo fa: precisamente fino a quando ai divieti di accesso (letteralmente ignorati, quindi ininfluenti, di fatto inesistenti) si sono aggiunti i lavori di realizzazione del tunnel in Gardesana: lavori che hanno cancellato proprio il primo tratto della strada che da Riva sale a Biacesa.Ora la Ponale – dal punto di vista dei bikers – sta pagando a durissimo prezzo l’inutile cancàn che, in buona fede ma con sprovvedutissimo accanimento, gli hanno costruito attorno comitati vari, petizioni, interventi di amministratori vicini e lontani. L’hanno fatta diventare «un caso» questa strada del Ponale, cullando il sogno di poterla trasformare in un «percorso ciclopedonale ufficiale», con tutti i crismi della sicurezza (cosa che era e rimane una goliardata propagandistica: ci vorrebbero miliardi solo per iniziare, e centinaia di milioni all’anno per le manutenzioni ordinarie!). La Ponale si è così trovata sotto i riflettori, un’autentica «star». A questo punto, proprio per questa notorietà, sarà difficile convincere la Provincia ad attrezzare (non ci vorrebbe molto, visto che c’è già un cantiere in ballo) un nuovo sentiero – qualche decina di metri – di accesso al percorso ora sbarrato e «sospeso a mezz’aria» sulla costa della montagna. Un tale intervento, infatti, avrebbe tutto il sapore dell’«istigazione al rischio» per ciclisti e pedoni. Non sarà facile far decollare il progetto di questo by-pass nemmeno se una conferenza tecnico-legale (ci sta pensando il sindaco Malossini) dovesse stabilire – una volta per tutte – che nessun tipo di responsabilità, per eventuali incidenti, può essere attribuito ai titolari di un «ex percorso stradale» (un tempo lo Stato, ora la Provincia: ma potrebbero anche diventarlo i Comuni di Riva e Molina) trasformato in territorio «qualsiasi». Se senza clamore si fosse piantato un bel cannocchiale sulla prima piazzola della Ponale e si fosse semplicemente progettato un sentiero per andare… a guardarci un bel panorama (affar suo se poi l’escursionista avesse deciso di andare oltre, a piedi o in bike!), forse la soluzione sarebbe stata molto più semplice di quanto sia ora.

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