giovedì, Gennaio 15, 2026
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Sei ospedali (Desenzano, Lonato, Salò, Gavardo, Manerbio, Leno), 2600 dipendenti, 1050 posti letto, 44mila ricoveri ordinari e 8400 in day hospital, 350 mila prestazioni di pronto soccorso e oltre 3 milioni di contatti ambulatoriali

La Regione ha detto sì all’ospedale di Roè e a una nuova clinica

Sei ospedali (Desenzano, Lonato, Salò, Gavardo, Manerbio, Leno), 2600 dipendenti, 1050 posti letto, 44mila ricoveri ordinari e 8400 in day hospital, 350 mila prestazioni di pronto soccorso e oltre 3 milioni di contatti ambulatoriali: queste le cifre dell’attività 2000 dell’azienda ospedaliera di Desenzano, che serve un’utenza di oltre 310 mila abitanti, un terzo della provincia di Brescia. Ma in questo caso i dati non possono essere veritieri, perché molti ricoveri arrivano dal sud o dalle province limitrofe. Sei miliardi l’utile dell’ospedale desenzanese, cui fa riscontro il buco di 11 miliardi della struttura di Manerbio, ma nel complesso l’azienda gode di ottima salute, tanto che la Regione ha approvato in tempi brevissimi il piano triennale degli investimenti, che presenta alcune novità inedite ed interessanti. All’ospedale di Manerbio sarà operativa l’unità di gastroenterologia, mentre a Roè si prevede di costruire un nuovo ospedale, con possibile ipotesi di accorpamento con quello di Fasano (oggi accorpato al Civile di Brescia). La nuova realizzazione sorgerà su un’area di 13 mila metri quadrati con un investimento di circa 40 miliardi, che arriveranno parte da autofinanziamento e parte attraverso la formula del project financing. L’ospedale ospiterà il servizio psichiatrico di diagnosi e cura e le divisioni e servizi attualmente in funzione nel nosocomio di Salò. «C’è stata qualche polemica nei giorni scorsi su questa nostra scelta – dice il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Desenzano, Angelo Foschini, 61enne di Castiglione delle Stiviere – ma credo che nessuno possa smentirci quando affermiamo che la ristrutturazione di due ospedali obsoleti sarebbe costata di più rispetto alla costruzione di una struttura moderna». Il secondo progetto innovativo che ha avuto l’ok regionale riguarda la costruzione di una clinica con blocco operatorio, che sorgerà su un’area già individuata nei pressi dell’ospedale e che dovrebbe sopperire allo stop per ristrutturazione delle sale operatorie del nosocomio di Monte Croce. Infine l’Ente metterà all’asta alcune proprietà immobiliari a Desenzano e Limone. Introiti previsti: circa 800 milioni.

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