lunedì, Febbraio 26, 2024
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I livelli del Garda. Più 29 centimetri sullo zero idrometrico come nell’annata eccezionale del 1990 ma per ora i disagi sono solo per i bagnanti

Lago bassissimo, attenti ai tuffi

sempre più basso. Ieri mattina il livello delle acque era fermo a 29 centimetri sopra lo zero idrometrico di Peschiera. In pratica la stessa misura dei primi giorni dell'agosto del 1990. «Quella fu una stagione terribile con soli due temporali in tutto il mese», racconta Patrizio Girardi da ventun anni sorvegliante idraulico della diga di Salionze, lo scolmatore che regola l'uscita dell'acqua dal Garda al Mincio. «Non meglio andò in settembre, tanto che il 2 ottobre il lago registrò quota »12 centimetri, minimo storico da quando è in esercizio la diga. Vale a dire dal 1951». Preferisce parlare con i numeri, tutti rigorosamente trascritti giorno per giorno, il solerte Girardi, piuttosto che lasciarsi andare ai ricordi. Pronto a ricordare che da martedì, dallo sbarramento di Salionze escono 60 metri cubi d'acqua al secondo anziché gli 88 destinati per regolamento all'irrigazione dei terreni agricoli mantovani. Non sussiste invece alcun problema per quel che riguarda la dei mezzi della . «La situazione è sotto controllo», fanno sapere dalla sede centrale di Desenzano. «Tranne lo scalo di Ronchi, a Castelnuovo, tutti gli attracchi sono raggiungibili. Attualmente sono in servizio un aliscafo, quattro catamarani, oltre alle motonavi e ai traghetti. Non esiste nessun problema di pescaggio nemmeno per l'aliscafo. Anche perché secondo i nostri calcoli, non ufficiali, il lago di Garda è a quota più 37 centimetri». Differenze di centimetri che poco tolgono all'impatto visivo con il bacino gardesano, decisamente su livelli vicini ai minimi storici. L'abbassamento del Benàco ha di fatto favorito la creazione di nuove spiagge, di solito carenti sulle sponda veronese, e permesso ai bagnanti di scoprire aspetti inediti. Nel contempo ha messo in luce angoli tutt'altro che solari. Tra i pericoli maggiori determinati dal basso livello del Garda va sicuramente annoverata la mancanza di punti di riferimento per le imbarcazioni e per i bagnanti. «Ci sono turisti, soprattutto stranieri, che si tuffano dal pontile senza accertarsi della profondità dell'acqua», racconta Giampaolo Carli caposquadra settore nautica del distaccamento dei vigili del fuoco di . «Inutile dire che i fondali, spesso rocciosi, mettono a serio repentaglio l'incolumità di questi sprovveduti. Il consiglio dunque è di fare un veloce sopralluogo in acqua prima di saltare dal trampolino».

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