lunedì, Giugno 24, 2024
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Il volume è l’omaggio natalizio del Comune alle famiglie

Le fotografie Negri suggestioni del ’900

Stamattina, sulle due piazze di Maderno e di Toscolano, all’esterno delle chiese parrocchiali, verrà allestito il banchetto del municipio per la distribuzione (gratuita) alle famiglie locali del volume appena stampato, con le immagini del fotografo Negri. Un lavoro di 100 pagine, splendido affresco degli inizi del secolo. «Le immagini – afferma il sindaco Paolo Elena – hanno il meraviglioso potere di riportare alla memoria di coloro che li hanno vissuti fatti ed eventi del passato con straordinaria nitidezza, quasi si ripresentassero e potessero essere vissuti una seconda volta. Allo stesso tempo consentono a chi non è stato testimone della realtà raffigurata di potervisi immergere, in un mondo appartenuto ad altri. Abbiamo pensato di fare cosa gradita pubblicando un volume che rimarrà come testimonianza dei cambiamenti avvenuti». Tutto è cominciato quest’estate con la mostra delle fotografie dell’archivio Negri, allestita nei corridoi del Palazzo comunale. Le gigantografie (una decina) e «i quadri» del paese (una trentina) del periodo 1895-1913 hanno suscitato notevole interesse. Qualcuno, ad esempio, ha rivisto con stupore una chiesa del centro storico abbattuta tanti anni fa per consentire la costruzione di case, di cui molti non ricordavano nemmeno l’esistenza. Da qui l’idea di pubblicare un volume che raccogliesse gli scatti di Giovanni Negri, giunto a Brescia nel 1880, probabilmente da Pavia, titolare di uno studio in via Battaglie (ma per un certo periodo ha vissuto a Gargnano, ottenendo nel 1895 il riconoscimento dei Savoia per un album sul lago di Garda), testimone attento della grande trasformazione che ha investito la provincia. Il testo è stato curato da Andrea De Rossi e Domenico Fava, che rammentano come Maderno e Toscolano siano stati due comuni distinti fino al giugno 1928. Tra le foto più belle, quelle della limonaia in località Bornico e di villa Zanardelli, dove l’ex ministro (dei Lavori pubblici, degli Interni, di Grazia e giustizia) e capo del governo morì il 26 dicembre 1903. Poi c’è piazza S.Marco, con la chiesetta di Sant’Andrea, la colonna di S.Marco priva del leone e la pensione Amman, ora caffè Centrale: sulle facciate delle case prevalgono le scritte in lingua tedesca, a dimostrazione dell’importanza del turismo già in quei tempi lontani. E la strada provinciale, i binari del tram, il piroscafo, il «Cigno» (l’unico motoscafo del golfo), i venditori ambulanti, le carrozze, la cartiera, il setificio, lo spaccio di generi alimentari, il deposito del legname, le fabbriche nella valle, il promontorio con gli oliveti, la costruzione della strada per Gargnano con lo scavo della roccia. «In primo luogo – ripete il ricercatore Carlo Simoni – ci colpisce la vastità e la disponibilità di spazio. L’abitato è contenuto entro limiti identificabili; il monte è punteggiato solo da qualche abitazione; le strade e le piazze, pur non essendo mai deserte, in rari casi sono affollate. Le foto sono prova di irripetibilità, uno spiraglio su momenti di vita: i suoni che non possiamo udire, le parole che non possiamo decifrare, le identità e le storie che traspaiono in quell’attimo irraggiungibile e vicinissimo, trascorso e intramontabile».

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