sabato, Giugno 15, 2024
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La Provincia autonoma di Trento ha varato un progetto di salvaguardia di questa specie a rischio, tipica del lago. I pesci potranno risalire il Sarca. A buon fine anche la riproduzione artificiale

Le «scale» salveranno la trota del Garda

La salvaguardia della trota del Garda inizia dall’alto lago. La Giunta della Provincia autonoma di Trento ha varato un programma per la salvaguardia di questo pesce che, insieme al carpione, è tipico del Benaco. Programma che sarà attuato in collaborazione con le province di Verona e Brescia. Le trote del più grande lago italiano da qualche decennio a questa parte hanno avuto vita difficile. Lungo il fiume Sarca, l’immissario del Garda, che scorre in terra trentina, soprattutto nel basso corso, sono state costruite barriere artificiali impossibili da superare per le trote superstiti. L’inquinamento, la pressione sempre più invasiva delle attività legate all’industria del turismo e la pesca hanno fatto il resto. Ora si è deciso di correre ai ripari. I trentini hanno pertanto messo a punto un progetto di ripristino ambientale nell’area del Basso Sarca e dell’Alto Garda specifico per la trota lacustre. Lo studio di fattibilità si è concluso nel 2001. A questa prima fase ora seguirà un lavoro più approfondito, che ha come scopo lo sviluppo sostenibile e il mantenimento della biodiversità degli ambienti acquatici naturali. Per questo la Provincia di Trento ha avviato una serie di consultazioni che oltre a coinvolgere i Comuni di Riva del Garda, Nago-Torbole e Arco, riguarda pure le province di Verona e Brescia. Sarà avviato pertanto un programma interprovinciale di riproduzione e ripopolamento della trota del Garda. Nel frattempo il servizio Opere idrauliche della Provincia di Trento ha modificato i principali sbarramenti sul Sarca, in prossimità di Arco, creando delle «scale» di risalita per le trote ed è andato a buon fine anche il primo esperimento di riproduzione artificiale della trota lacustre, messo a punto dall’Associazione pescatori basso Sarca e dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, dalla Provincia di Verona e da quella di Brescia. Infine l’anno scorso l’Enel, con la realizzazione della «scala» di risalita ittica in prossimità della centrale idroelettrica di Torbole, ha concluso il progetto di ripristino fisico-biologico del corso del Basso Sarca.

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