mercoledì, Febbraio 4, 2026
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Il disegno del quadrante originario va a Trento in cerca del prescritto nulla osta dei Beni culturali

L’orologio torna all’antico

Restauro e Ricostruzione dell’Orologio della Torre Apponale

Il disegno del «vecchio» orologio della torre Apponale, quello caratterizzato dal contorno quadrato e dalla doppia numerazione, a cifre arabe all’interno ed a numeri romani sulla fascia esterna, è stato portato nella mattinata di ieri dal vice sindaco a Trento, negli uffici dei Beni culturali della provincia per l’approvazione rituale.

Tutta la piazza, ormai da vent’anni (era sindaco Mario Matteotti quando il consiglio votò il vincolo), è sottoposta a tutela artistica: qualunque tipo di intervento visibile deve essere autorizzato esplicitamente. A maggior ragione un elemento così importante come il quadrante.

Ricostruzione dei Quadranti

Nelle passate settimane, al cantiere comunale, mettendo insieme con pazienza ed inventiva i pezzi dei due antichi quadranti smontati durante i lavori di restauro della torre, si è potuta ricostruire anche nei dettagli la loro forma, compreso il particolare dei materiali:

cornici e numeri arabi sono in ferro, le cifre romane all’esterno e i fregi ornamentali sui quattro angoli invece sono di bronzo, e verranno rifatti tali e quali.

Valutazione e Progetto

Il disegno, preventivamente valutato dall’architetto D’Agostino della provincia in una recente trasferta a Riva, è stato depositato per il nulla osta, a questo punto scontato.

Nel progetto originario di restauro della torre non c’era alcun cenno d’interventi a carico dell’orologio e dei due quadranti, sui lati sud e ovest (pressappoco) della torre.

Stato Attuale e Prospettive

In corso d’opera, con la rimozione dei quadranti, ebbe inizio il tormentone che solo oggi, a distanza di quattro anni, pare avviato alla soluzione.

Nel frattempo i quadranti sono andati ridotti a pezzettini: anzi, per alcune settimane, finché non ricomparvero al cantiere, vox populi voleva che fossero finiti fra i rottami (nello stesso posto forse dell’anzolim originario, carico di anni e di ruggine che avrebbe meritato un piedistallo al museo).

Di tempi, per ora, non si parla: tornato il progetto da Trento con l’approvazione, resterà solo da trovare un fabbro che sia capace di realizzare i quadranti da montare successivamente al loro posto. Non è certo una questione di soldi.

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