lunedì, Febbraio 26, 2024
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Tra meno di due settimane si terrà la consultazione popolare nei due piccoli paesi dell’Alto Garda. Ma poi sarà il Parlamento a prendere la decisione effettiva

Magasa e Valvestino: addio Brescia?

Si avvicina un momento storico per due tra i più piccoli paesi bresciani. Che presto, forse, bresciani non saranno più: manca solo una decina di giorni al referendum per il passaggio dei Comuni di Magasa e Valvestino alla Provincia di Trento, con la chiamata alle urne fissata per domenica 21 e lunedì 22 settembre. Un passo obbligato per verificare la volontà dei cittadini di «saltare il fosso», dopodiché sarà il Parlamento, in seguito, a prendere la decisione effettiva.Gli elettori dei due comuni della valle si recheranno quindi alle urne per esprimere una preferenza: restare lombardi, o diventare trentini (o meglio «tornare» trentini, visto che i due Comuni furono annessi alla Lombardia negli anni ’30).Salgono subito all’attenzione i numeri necessari perché il referendum possa sbloccare la situazione nei due minuscoli paesi: nel comune di Magasa i «sì» dovranno essere almeno 89, mentre nel comune di Valvestino le schede favorevoli al cambiamento dovranno essere almeno 122.TRA I PROMOTORI del referendum si respira aria di attesa, come conferma il giovanissimo coordinatore del comune di Valvestino, Davide Pace, 22 anni, studente di ingegneria in città. Nel gennaio scorso la gente ha risposto in maniera positiva e la maggioranza ha richiesto che venisse convocato il referendum che si terrà tra pochi giorni. Un paio di mesi dopo la Cassazione ha ammesso il referendum stesso e ora si arriva al confronto che, comunque, non è affatto scontato nel risultato. «Bisognerà attendere lunedì 22 settembre per avere certezze – spiega Pace – con un’incognita su tutte: molti abitanti della valle sono emigrati all’estero e parecchi fanno ritorno a casa solo saltuariamente. Questo mette a rischio il quorum, perchè sono almeno 54 gli elettori che vivono altrove. Abbiamo fatto ogni sforzo per convincerli a tornare per votare».In proposito, domenica 14 settembre nella sala municipale di Turano ci sarà un incontro con la popolazione, alla presenza dell’assessore della Provincia di Trento, Franco Panizza, e del consigliere della Provincia autonomia Adelino Amistani. Con loro ci sarà Bruno Scalzari, vice sindaco di Pedemonte, piccolo comune del Veneto che il referendum lo ha già tenuto nei mesi scorsi.In questi ultimi giorni sta però emergendo una nuova possibilità, che consisterebbe nella richiesta di abrogazione del decreto regio che nel 1934 sancì il passaggio dei comuni dal Trentino alla Lombardia.I PROBLEMI della valle, che hanno spinto alla richiesta del passaggio di provincia, sono essenzialmente di due tipi: economico e storico. E c’è anche un obiettivo ben preciso: molti confidano nel fatto che, passando al Trentino, diverrebbe più concreto il sogno di costruire un tunnel tra la valle e il paese trentino di Bondone. Spesa che solo la Provincia autonoma di Trento potrebbe sostenere. La galleria collegherebbe Magasa e Turano con le Giudicarie Trentine in una decina di minuti, con conseguenze occupazionali positive in termini di lavoro, di turismo, eccetera.Quanto all’aspetto storico, viene sottolineato in maniera altrettanto convinta: secoli di storia e di appartenenza trentina, si sente dire, non sono stati cancellati negli ultimi 70 anni di storia bresciana.

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