sabato, Giugno 22, 2024
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Calo del 5 per cento rispetto al 2001 Proposto osservatorio per migliorare i servizi

Meno turisti al lago per pioggia ed euro

Il turismo è indubbiamente il settore trainante dell’economia del Garda-Baldo. Sul territorio sono 2500 le attività turistiche dirette delle quali 470 fanno parte del comparto ricettivo, 318 della ristorazione, 570 dei bar e 1150 del commercio turistico tipico. Il record di nove milioni di presenze turistiche raggiunto lo scorso anno, che rappresentano rispettivamente il 16 per cento e il 3 per cento di quelle del Veneto e dell’Italia, hanno determinato un impatto economico turistico diretto di circa 600 milioni di euro. Posizione però difficilmente sostenibile nella corrente annata turistica anche se i dati rilevati nei primi sei mesi hanno offerto uno spaccato con valori sullo stesso piano del 2001. Il ristagno dell’economia a livello internazionale, ma anche le avversità meteorologiche della prima decade del mese di agosto, hanno di fatto rallentato anche sul Garda l’afflusso dei turisti, tanto da registrare, e paventare, una contrazione nel mercato turistico che, per bene che vadano le cose, si aggirerà a fine stagione intorno al cinque per cento. Situazione messa a fuoco nel corso del convegno di venerdì pomeriggio all’Eurocongressi organizzato dall’associazione «Amici casa delle libertà» con il patrocinio dell’assessorato al turismo della Provincia. Incontro con presenti amministratori pubblici e operatori privati e con in primo piano il progetto dell’osservatorio turistico del Garda Baldo e l’illustrazione della stagione balneare. Partendo dalla constatazione che sono «cambiate le condizioni che fino a qualche anno fa garantivano ampi margini di profitto alle località turistiche affermate», Emanuele Gallizioli e Stefano Tagliaferri autori del progetto dell’osservatorio turistico, hanno evidenziato come il mercato turistico sia oggi «connotato da una domanda statica dal punto di vista quantitativo ma evoluta dal punto di vista qualitativo», il che comporterebbe una «intensa concorrenza e ricerca della competitività». Domanda turistica evoluta che diventa però «opportunità vera e propria solo se il sistema è in grado di evidenziarla e anticiparne i bisogni e se dispone di elevata flessibilità». L’auspicio quindi dei relatori di arrivare a un osservatorio turistico, ovvero di un sistema informativo e operativo locale di marketing turistico, «in grado, attraverso il monitoraggio, l’elaborazione, l’analisi e la distribuzione funzionale dei risultati, di favorire flessibilità di sistema e un nuovo approccio gestionale integrato volto allo sviluppo turistico sostenibile». Soffermandosi sul sistema della promozione turistica l’assessore provinciale Davide Bendinelli ha ammesso che qualche scompenso sia stato registrato inizialmente con la riforma voluta dalla Regione che ha smantellato, di punto in bianco, le Apt. «Ora però c’è intesa sul rilancio e prima della fine dell’anno», ha promesso, «si arriverà a completo regime». Anche Bendinelli si è dichiarato favorevole ad appoggiare in pieno l’osservatorio turistico in quanto «strada giusta per servizi migliori e qualificazione del comprensorio Garda-Baldo». Il biologo Giorgio Franzini e Sandro Consolaro, il primo soffermandosi sulla stagione balneare e l’altro sulla dermatite del bagnante, ovvero la «grattarola», patologia che non ha alcun nesso con la qualità delle acque di balneazione, hanno evidenziato che non esistono rischi di alcun genere per la salute pubblica. Nello stesso tempo però hanno posto l’accento sulla necessità di azioni concertate a livello di bacino imbrifero in quanto non mancano segnali e piccole variazioni, indici che le cose stanno mutando. Lo spunto per l’assessore provinciale Camillo Pilati per premere il tasto del collettore consorziale problema da risolvere con un progetto unitario per l’intero bacino benacense. La necessità quindi, secondo Pilati, di agire con tempestività, guardando «alla sostanza più che alla forma delle cose». Complimentandosi con l’iniziativa dell’osservatorio turistico, il sottosegretario alle riforme istituzionali Aldo Brancher nel sostenere che «l’idea va realizzata», ha però avvertito che deve essere una cosa «snella, maneggevole», praticamente un «servizio». Parlando del collettore consorziale e del modo con cui affrontare il problema che è sicuramente grave Brancher ha proposto come soluzione «un ente unico in grado di programmare e mettere i presupposti per arrivare a realizzare un progetto unitario. «Importante», ha sottolineato, «è crederci».

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