domenica, Giugno 16, 2024
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Istituzione di un’area di salvaguardia interregionale: in assemblea i pro e i contro. L’ambiente sfida dell’imminente campagna elettorale

Mincio, prove per il parco

Gli aspetti positivi, ma anche gli eventuali ostacoli dell’appartenenza a un parco, e in particolare al Parco del Mincio per Valeggio e Peschiera, considerando che quest’ultima ne rappresenta l’ingresso naturale: di questo si è parlato nella serata organizzata da Wwf, Legambiente e associazioni ambientaliste della zona per promuovere il definitivo ingresso dei due centri veronesi nel Parco del Mincio. Questo è stato previsto dalla Regione Veneto attraverso il suo Piano territoriale, insieme ad alcune norme di salvaguardia, ma non è mai stato costituito. Alla serata, che si è tenuta nella sala parrocchiale del Beato Andrea, hanno preso parte in qualità di relatori Carlo Saletta, del consiglio di amministrazione del Parco del Mincio; Diego Leonardoni e Giacomo De Franceschi, rispettivamente segretario amministrativo e direttore del Parco della Lessinia, che hanno portato testimonianza della loro realtà sottolineandone, però, le peculiarità strettamente derivanti dal territorio. L’idea di un parco del Mincio interregionale, che abbracci tutto il territorio del fiume da cui prende il nome includendo Veneto e Lombardia, «non è l’unica possibilità di Parco sulla quale si può lavorare», ha sottolineato De Franceschi, «anche se questa è indubbiamente l’ipotesi ideale». «Ciò che conta è capire bene quali sono le reali volontà, cosa che non può prescindere da un confronto politico, e gli obiettivi: se si vuole, ad esempio, la salvaguardia e la tutela di un ambiente o la sua promozione o entrambe: in questo caso se Peschiera e Valeggio vogliono entrare a far parte del Parco del Mincio occorre programmare i passi, e sono molti, da compiere». Carlo Saletta ha parlato delle funzioni e degli obiettivi del Parco del Mincio e di come, negli anni, la sua costituzione abbia superato le resistenze ad esempio degli agricoltori e di quanti non avevano colto il significato di valorizzazione, anche produttivo, che questa istituzione ha comportato. «I cittadini hanno capito che avere il Parco significa maggiore garanzia di mantenere un paesaggio così com’è e un ambiente più salubre di quanto non sia in contesti di grandi urbanizzazioni o di insediamenti produttivi più invasivi». I relatori hanno anche parlato delle difficoltà a reperire i fondi a livello regionale e nazionale e della necessità di ricorrere ai finanziamenti europei grazie a progetti mirati di valorizzazione e recupero; Saletta ha inoltre indicato il periodo che precede le elezioni come l’occasione migliore per invitare i futuri candidati sindaci di Peschiera e Valeggio a un confronto sull’argomento. Su questo punto è intervenuto Giulio Bichel, consigliere di opposizione nell’ultima amministrazione arilicense, suggerendo di inserire nel contesto di un eventuale confronto pubblico «Anche una scheda per ciascun candidato che riporti i rispettivi trascorsi e le decisioni prese in particolare in ambito ambientale». Mauro Silva, anch’egli esponente della stessa amministrazione, ha invece posto sull’accento sulla reale possibilità, da parte della Regione Veneto, di costituire un Parco in un’area in cui «Sussiste un impianto come il depuratore consortile, in cui la stessa Regione prevede il passaggio dell’Alta Velocità e in cui la Federazione Italiana Pesca Sportiva ha in concessione le sponde del Mincio per la pesca».

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