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«Mutuo soccorso» in festa

Sabato pomeriggio a Salò, alle ore 16, è in programma l’inaugurazione del restaurato Palazzo della «Società mutuo soccorso artigiana e operaia di Salò», in via S. Bernardino, conosciuta anche come la Tresanda storta. Danneggiato dal terremoto del 24 novembre 2004, l’edificio (tre piani, da 130 metri ciascuno, e il sottotetto) è stato completamente sistemato, con una spesa complessiva di 430 mila euro. «A causa del sisma, la parete prospiciente la via si è slegata dai muri: tendeva a cadere – spiega il geometra Roberto Del Mancino, che ha progettato il restauro, assieme all’ingegnere Ercole Grisoli -. Il sindaco Giampiero Cipani, vista la situazione, ha subito firmato l’ordinanza di sgombero. Nel gennaio 2005, abbiamo messo in sicurezza l’immobile, realizzando dei tiranti, per bloccare ogni movimento. Poi è iniziata la demolizione della copertura, del terzo e secondo livello orizzontale. Successivamente abbiamo rifatto le tramezze e riqualificato gli ambienti, rendendoli agibili».«L’onere totale ha superato gli 800 milioni di vecchie lire – aggiungono il presidente, Pierantonio Pelizzari, numero 1 anche della Pro Loco, che organizza l’Estate musicale, e il segretario Pierangelo Del Mancino -. Abbiamo fatto fronte in questo modo: cedendo all’impresa edile (i Baccolo di San Felice del Benaco) l’ultimo piano e il sottotetto, trasformati in due appartamenti; ottenendo un contributo a fondo perduto dello Stato e uno della Banca di credito cooperativo di Bedizzole, Turano, Valvestino, che ha effettuato uno stanziamento ad hoc, festeggiando i 110 anni di costituzione, chiedendo un mutuo. Altri hanno dato una mano, come la Regione Lombardia, gli Alpini e alcuni soci. Il municipio è venuto incontro abbuonandoci gli oneri di urbanizzazione. Lavori ultimati questa estate. Adesso l’inaugurazione. Per alcuni mesi abbiamo trovato ospitalità in una stanzetta comunale, sotto la torre dell’orologio».La sede della «Mutuo soccorso» è al primo piano del caseggiato, a fianco di un monolocale. Il piano terra è stato affittato a una parrucchiera, al pari dell’autorimessa e del magazzino. Il secondo e la parte alta, come detto, li ha acquisiti l’impresa costruttrice.Creata nel 1859, la Società concedeva sussidi ai lavoratori ammalati o infortunati, si accollava metà dell’onere delle visite mediche, andava incontro alle famiglie in difficoltà. Allestì le scuole serali gratuite per gli adulti (nel 1861), mantenne l’istituto d’arte, appoggiò la nascita dell’asilo (1863), costituì la Banca popolare di Salò (1869), la Cooperativa (1897) e l’Unione di consumo (1906). Tra i presidenti onorari Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Zanardelli e lo scultore Angelo Zanelli, lo stesso del busto di Gasparo, del monumento ai caduti in piazza Vittoria o, a Roma, di un fregio dell’Altare della Patria.Con l’assistenza sanitaria passata a carico dello Stato, l’associazione ha perso importanza, e vissuto un periodo poco operoso, scendendo ad appena 50 soci. Dal 1° gennaio ’94, sotto la guida di Dino Comini, la rinascita, con un nuovo statuto e l’apertura alle donne. Abbandonato l’ormai anacronistico «contributo» da concedere alle persone in difficoltà, si è aperta verso la comunità, organizzando iniziative di vario genere: assegna borse di studio ai ragazzi, acquista e distribuisce libri di storia locale, organizza rassegne di commedie dialettali e di carattere culturale, effettua gite, tiene sagre e mostre. Inoltre è convenzionata con alcuni negozi, che offrono i loro articoli a prezzo ridotto.Gli iscritti attuali sono 349. Il direttivo, eletto nel 2004, rimarrà in carica fino alla prossima primavera. Ogni anno, durante l’assemblea generale, nomina un socio onorario. Nel 2004 il premio è andato a Mario Viganò, originario di Salò, cardiochirurgo al Policlinico San Matteo di Pavia. Nel 2005 a Giovanni Galli, psichiatra, da tempo impegnato in attività di assistenza nel Terzo mondo. Nel 2006 agli Alpini, con la seguente motivazione: «Le loro mani e il loro cuore al servizio della città nel volontariato e nella solidarietà».

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