mercoledì, Gennaio 14, 2026
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L'appello di Cordisco alle istituzioni

«Non archiviate l’idea del golf»

Messaggio di Cesidio Cordisco sul turismo golfistico

«Non perdete il treno del golf!». Questo, in sintesi, il messaggio che Cesidio Cordisco – giocatore di golf, ex dirigente sportivo, ex membro del Coni provinciale, ex presidente di club ed ex presidente del Comitato regionale della Federazione Italiana Golf – lancia a politici, imprenditori e operatori turistici dell’Alto Garda.

«Sento da un po’ di tempo un silenzio “assordante” sul golf», scrive Cordisco, «eppure alcuni dicono che la nostra provincia ha una vocazione turistica. Certuni pensano che con internet si possano risolvere problemi di domanda di turismo, ma internet non risolverà i nostri problemi di offerta: il nostro comparto turistico va aggiornato con urgenza dato che la domanda sarà sempre più variegata e selettiva. Non si può perdere un campo da golf che, con altre iniziative, completerà un’offerta di maggiore qualità. Il golf ormai è sempre più un fenomeno di turismo con un target medio-alto che è utile all’economia della nostra provincia.

Importanza del golf e delle iniziative turistiche

Di tanto in tanto, qualcuno si interessa a questo meccanismo, ma il più delle volte è gente senza un trascorso, che pensa di improvvisare strutture in luoghi non idonei e con capacità tecniche insufficienti per i nuovi aggiornati dettami e parametri. L’idea del golf è aggregante ed è collante anche per altre manifestazioni: il golfista si muove giorni prima delle manifestazioni (congressi, convegni, fiere, ecc.) e riparte dopo l’evento. Personaggi importanti gravitano sempre più intorno al mondo del golf e ognuno fa pubblicità se il campo è di buona qualità e giocabilità.

Già in passato, mi sono soffermato a parlare dei flussi turistici di un campo a 18 buche, con valenza provinciale ed europea quale deve essere: 40mila presenze annue di giocatori, 20 posti di lavoro assicurati per tutto l’anno, con un indotto diretto di altrettante persone che saranno a stretto contatto con il campo (giardinieri, agricoltori).

Si può anche parlare di un accrescimento dei valori mobiliari, immobiliari ed economici nei comuni limitrofi. È inutile frammentare le iniziative: Dro, Arco, Riva, Torbole devono essere un unico cantiere per proposte comuni. Il polo fieristico e congressuale non deve più attendere, il palazzetto dello sport va realizzato, e la fascia lago (porto ecc.) deve far parte dello stesso progetto e integrarsi nelle altre realtà, in modo che ogni struttura interagisca con le altre.

Impatto ambientale e proposte per il futuro

L’impatto con il territorio è minimo, reversibile, e l’inquinamento non supera quello di altre attività. Le colate di cemento sono poche e sotto controllo: oggi se ne vedono di peggiori in giro. Per tornare al pratico e fare il punto della situazione, ci vorrebbe un Comitato presieduto da un personaggio di spessore economico e voglia di fare, magari con un pizzico di mecenatismo.

Personaggi con questi requisiti ne abbiamo più di uno. Io vedrei persone come Arcese, gli Azzolini, i Maino, i Miorelli, i Pederzolli, Lazzara e altri. Imprenditori abituati a coniugare il futuro, rendendolo presente di uno sviluppo cui non possiamo sottrarci. Sarà il domani dei nostri figli».

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