giovedì, Luglio 25, 2024
HomeManifestazioniAvvenimenti«Non archiviate l'idea del golf»
L'appello di Cordisco alle istituzioni

«Non archiviate l’idea del golf»

«Non perdete il treno del golf!». Questo, in sintesi, il messaggio che Cesidio Cordisco – giocatore di golf, ex dirigente sportivo, ex membro del Coni provinciale, ex presidente di club ed ex presidente del Comitato regionale della Federazione Italiana Golf – lancia a politici, imprenditori e operatori turistici dell’Alto Garda. «Sento da un po’ di tempo un silenzio “assordante” sul golf – scrive Cordisco – eppure alcuni dicono che la nostra provincia ha una vocazione turistica. Certuni pensano che con internet si possano risolvere problemi di domanda di turismo, ma internet non risolverà i nostri problemi di offerta: il nostro comparto turistico va aggiornato con urgenza dato che la domanada sarà sempre più variegata e selettiva. Non si può perdere un campo da golf che, con altre iniziative, completerà un’offerta di maggiore qualità. Il golf oramai è sempre più fenomeno di turismo con un target medio-alto che è utile all’economia della nostra provincia. Di tanto in tanto, qualcuno s’interessa a questo meccanismo, ma il più delle volte è gente senza un trascorso, che pensa di improvvisare delle strutture in luoghi non idonei e con capacità tecniche insufficienti per i nuovi aggiornati dettami e parametri. L’idea del golf è aggregante ed è collante anche per altre manifestazioni: il golfista si muove giorni prima delle manifestazioni (congressi, convegni, fiere, ecc.) e riparte dopo l’evento; personaggi importanti gravitano sempre più intorno al mondo del golf e gli stessi fanno pubblicità se il campo è di buona qualità e giocabilità. Già in passato mi sono soffermato a parlare dei flussi turistici di un campo a 18 buche, con valenza provinciale ed europea quale deve essere: 40mila presenza annue di giocatori, 20 posti di lavoro assicurati per l’intero anno, con un indotto diretto di altrettante persone che saranno a stretto contatto con il campo (giardinieri, agricoltori); un accrescimento dei valori mobiliari, immobiliari ed economici nella zona dei comuni limitrofi. Inutile frammentare le iniziative: Dro, Arco, Riva, Torbole devono essere un unico cantiere per iniziative comuni. Il polo fieristico e congressuale non deve più attendere, il palazzetto dello sport va fatto, la fascia lago (porto ecc.) deve far parte dello stesso progetto e incastrarsi nelle altre realtà, in modo che ogni struttura interagisca con le altre. L’impatto con il territorio è minimo, reversibile e l’inquinamento non è superiore ad altre attività. Le colate di cemento sono poche e sotto controllo: oggi ne vedo in giro di peggiori. Per tornare al pratico, per fare il punto della situazione, ci vorrebbe un Comitato presieduto da un personaggio di spessore economico e voglia di fare (con un pizzico di mecenatismo). Personaggi con questi requisiti ne abbiamo più di uno. Io vedrei persone come Arcese, gli Azzolini, i Maino, i Miorelli, i Pederzolli, Lazzara e altri. Imprenditori abituati a coniugare il futuro, rendendolo presente di uno sviluppo cui non possiamo sottrarci. Sarà il domani dei nostri figli».

Nessun Tag Trovato
Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In Evidenza

Dello stesso argomento

Ultime notizie

Ultimi Video