lunedì, Luglio 22, 2024
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L'ingegner De Col assicura: non è la solita promessa

Il tunnel entro luglio? Si può

La nostra storia è costellata di tanti esempi di opere provvisorie che poi sono durate anni e decenni, che resta difficile accettare l’idea che a fine luglio, e dunque fra cinque mesi e mezzo, si potrà davvero transitare in un tunnel nuovo, lungo 1200 metri, dalla Grotta Azzurra alla valle del Ponale, oltre lo Sperone. Eppure l’ingegner De Col, responsabile provinciale del settore viabilità, spazza via dubbi e tentennamenti. «Sappiamo bene quel che andiamo affermando. Il progetto c’è. Lo abbiamo sottoposto e discusso con un certo numero di imprese, quelle con cui siamo soliti lavorare, ed abbiamo trovato solo conferme». Lavorando su quattro fronti, da nord, da sud e nelle due direzioni dal punto centrale del futuro tunnel, ogni fronte deve avanzare di trecento metri. Con le tecniche disponibili oggi, non è impossibile. «La scelta dell’impresa, con una procedura di appalto accelerata, richiederà una quindicina di giorni, e prevede l’invito ad una quindicina di imprese concorrenti. Ci manca solo il via libera dai politici. Ci sono anche tutti i soldi che servono». Ed a proposito di via libera, balzano fuori in tutta evidenza i vantaggi dell’autonomia. Il presidente della giunta trentina, Lorenzo Dellai dovrebbe provvedere in tempi strettissimi, ancora entro questa settimana, a firmare la dichiarazione di somma urgenza che consente di saltare l’appalto europeo, risparmiando circa sei mesi. Però dall’altra parte i lombardi segnano il passo: non è ancora nemmeno impostata dal Governo la dichiarazione di grave pericolosità. Il progetto di interventi per una messa in sicurezza definitiva dell’arteria è di là da venire: ed è ancora l’Anas che deve commissionarlo, approvarlo, finanziarlo e realizzarlo. Sarebbe davvero il colmo se la provincia autonoma spendesse una barca di miliardi in difesa dell’economia di Limone e poi non si potesse viaggiare verso Campione. Sulle pareti della Rocchetta sono in corso i disgaggi. «Soldi buttati al vento, afferma De Col, perchè non ci consentiranno alla fine di mettere in sicurezza la strada». Per l’ingegner De Col resta improponibile sotto il profilo tecnico l’ipotesi di una apertura a spizzico, a ore. «Invochiamo la somma urgenza sulla base di una conclamata, riconosciuta, certificata somma pericolosità di quel tratto di strada: questo esclude che possa essere concesso qualunque transito privato. Sarebbe una contraddizione. Che cosa accadrebbe se qualcuno, per disgrazia, dovesse restarci sotto?».

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