All’indomani della robusta spallata in Provincia («Proteggete meglio il nostro lago, altrimenti vi chiederemo i danni»), l’iniziativa del sindaco Cesare Malossini raccoglie numerosi consensi anche tra gli operatori economici rivani, che sul «bene Garda» vivono e programmano.«C’è senz’altro un’emergenza ambientale – spiega Franco Gamba, presidente dei Commercianti al dettaglio – Ed è necessario prendere in mano i nostri beni più preziosi, che sono il lago e le spiagge. Bisogna rivalutarli e offrirli nelle migliori condizioni non solo ai turisti, ma anche ai residenti. Condivido quindi la forte iniziativa del sindaco nei confronti della Provincia, anche se non so se la forma (la minaccia di una causa civile per danni) è quella più efficace. Di certo mi auguro che a Trento si possa trovare maggiore sensibilità rispetto al passato».Voi, come categoria, avete fatto qualche mossa? «Certamente – risponde Gamba – Ci siamo mossi nelle sedi opportune, ma in sordina. Sarebbe sciocco strombazzare le nostre preoccupazioni per poi vederle ritorte contro noi stessi, sul piano dell’immagine, come un boomerang».Che gli operatori abbiano alzato la guardia sul fronte ambientale lo conferma anche Enzo Bassetti, presidente dell’Unione Commercio e Turismo, che cita una recentissima riunione con l’assessore provinciale Berasi e con gli uffici trentini di controllo del lago. Ma l’adesione di Bassetti all’attacco di Malossini in Provincia è più sfumato. «Va bene, va bene, anche in Municipio finalmente si sono accorti che trascurare il Garda equivale a buttar via anni di promozione. Io però ritengo che il Comune sia tutt’altro che innocente. I sindaci, pur invitati, alla riunione con la Berasi io non li ho visti. Così come non ho visto, sul bilancio 2002, uno straccio di finanziamento per il problema dei pennuti sul lungolago. Adesso ne parlano, ma perchè non s’è programmato nulla? Non vorrei che il «muso duro» con Trento sia soltanto un modo per lavarsi le mani…»Più convinta, invece, la solidarietà al sindaco di Riva di Enio Meneghelli, presidente dell’Apt Garda Trentino. «Mi sembra una buona iniziativa – dice – Alghe, schiume, grattarola…Sul lago stanno succedendo tante cose che non capisco ed ho anch’io l’impressione che ci sia un palleggiamento di responsabilità».Sono problemi che vi spiazzano sul fronte della promozione? «Fortunatamente no. Noi andiamo avanti per la nosra strada con le solite strategie e il consueto entusiasmo. Però avvertiamo un certo deficit di informazione. Se tutti i fenomeni ambientali fossero ben documentati e spiegati, noi, come Apt, saremmo i primi a comunicarli. Con lealtà. Il prodotto lago è ancora ottimo e appetibile per il turista, proprio per questo dobbiamo evitare che ci siano delle «zone d’ombra».


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