Giusto un metro e mezzo. Tanto misura la differenza del livello del Garda tra quel piovoso inverno del duemila e questo inizio d’anno. Allora, siamo al 23 novembre, il Benàco si attestò a quota 172 centimetri sopra lo zero idrometrico di Peschiera, ieri a più 22. Una differenza enorme con contrapposti stati d’animo. La preoccupazione di andare sott’acqua per più di un paese rivierasco rimase per molti giorni. A pendere come un spada di Damocle anche l’apertura (avverrà poi in maniera parziale) della galleria Adige-Garda per far fronte all’emergenza scoppiata in Trentino. Alla fine centri come Garda, Lazise, Torri e Malcesine registrarono più di un problema con cantine e lungolaghi invase dalle placide acque del Garda. Danni ingenti in parte ora ripagati dalla Regione che ottenne dal governo lo stato di calamità.


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