mercoledì, Gennaio 28, 2026
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Su tunnel lungo o tunnel corto l'ultima parola spetta alla giunta provinciale

Politica alla porta: solo la tecnica è ammessa

Sono bastati i primi cinque minuti per spennare i falchi calati sulla sala delle assemblee comprensoriali decisi a far sentire ai rappresentanti provinciali -quattro- le ragioni della Busa: ossia che il tunnel lungo è incomparabilmente migliore rispetto alla soluzione Maza caldeggiata da Trento. In questi cinque minuti è stata chiarita la portata esclusivamente tecnica della riunione, destinata a fornire a consiglieri comunali, sindaci e residenti tutte le notizie sul tipo di lavoro effettuato nella valutazione di impatto ambientale, ma chiarendo che la scelta fra tunnel lungo e tunnel corto era di natura politica: e quindi loro, i tecnici, non erano abilitati nemmeno a star a sentire considerazioni che esulassero dalle rispettive competenze.Ha esordito l’ingegner Sighel della Protezione ambiente: per fare lo studio di impatto ambientale serviva ovviamente un progetto da valutare. Quindi è stata redatta l’ipotesi A (tunnel corto): si tratta di un elaborato di massima, larga massima (tanto da spingere De Laurentis ad eccepire: di politico non si può dire nulla, di tecnico nemmeno perchè si discute d’una pura ipotesi, aggiustabile e migliorabile e modificabile cento volte in sede di redazione definitiva: e allora che cosa stiamo qui a fare?). In sede di consultazione dei comuni interessati sono emerse possibilità differenti: da cui sono scaturite le altre tre soluzioni analizzate: tunnel lungo, Bolognano galleria e Bolognano circonvallazione, tutte riccamente illustrate nei dettagli. Sighel ha aggiunto un dettaglio significativo, relativo alla tempistica prevista dalla legge. La pubblicazione delle conclusioni della valutazione ambientale è avvenuta il 1 marzo sul Bollettino ufficiale della Regione. Da quel giorno cominciano a correre i 40 giorni entro cui i comuni possono trasmettere pareri. La scadenza è intorno al 20 aprile. I consigli comunali «possono» esprimere una posizione politica e trasmetterla alla provincia. Però non è un passaggio obbligato: se lo fanno bene, e la giunta provinciale, cui alla fine spetta sempre di decidere, potrà tenerne conto o meno; se non lo fanno, la giunta sceglie lo stesso con gli elementi che ha a disposizione. Il sindaco di Riva, interpellato, ha detto che l’eventualità di convocare una seduta di consiglio sull’argomento, sarà oggetto di valutazione. Tornando alla tempistica, la conclusione definitiva dell’istruttoria e quindi la trasmissione del malloppo dei dati alla giunta provinciale per la scelta, dovrà avvenire entro il 31 maggio. Dopo queste premesse si sono sviluppati gli altri interventi: l’ingener Tiso ha spiegato che la scelta iniziale del tunnel corto è stata determinata anche alla volontà di escludere tassativamente ogni tipo di collegamento superstradale con l’asta dell’Adige (il vecchio fantasma dell’alternativa all’autostrada fra Brescia e Trento); l’ingegner Benoni ha illustrato il progetto di tunnel corto assicurando che permetterà anche la pedonalizzazione della litoranea fra Riva e Torbole, ed infine l’ingegner Garzon ha ripassato tutte le voci entrate nello studio di via. A sfavore del tunnel lungo ha introdotto la considerazione d’un maggiore impatto sull’ambiente del viadotto a fianco della discarica.

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