Non si rassegnano i cittadini della località Porto Vecchio «all’imminente realizzazione dell’alta velocità, della variante alla statale 11 e quant’altro si pensa ancora di poter fare, un ammasso caotico di infrastrutture, con svincoli annessi, sottopassi, rondò, corsie di immissione, sbancamenti di aree verdi, il tutto addossato ai nostri quartieri». Per questo in previsione delle imminenti elezioni amministrative, hanno elaborato un documento nel quale elencano i tre progetti cruciali ai quali imputano le difficili condizioni, soprattutto in termini di inquinamento e rumorosità, con cui sono costretti a convivere. «Perché», scrivono i rappresentanti del comitato, «riteniamo che i cittadini dei nostri quartieri siano ora molto più attenti, rispetto al passato, all’operato dei politici. Il consenso agli amministratori pubblici non è una cambiale in bianco, ma un giudizio in merito». Il primo dei progetti incriminati è la variante alla statale 11; dello stralcio che riguarda Peschiera, gli abitanti di Porto Vecchio sottolineano che «sicuramente porterà un danno enorme ai quartieri periferici e al centro storico del paese, perché la nuova strada si innesta sulla tangenziale e sulla vecchia statale. Sul progetto la Commissione europea ha accolto il nostro ricorso per violazioni alle leggi nazionali e comunitarie sulla valutazione di impatto ambientale». Su questa variante, i rappresentanti del comitato ribadiscono la loro opposizione, che sarà perseguita anche con ricorsi nelle sedi opportune. «Il Comune di Peschiera può fare ancora molto», è l’invito di Porto Vecchio, «perché per questa parte di territorio siamo ancora in fase progettuale: decidere di cancellare il progetto dal Piano regolatore, se ritiene che non ci siano le garanzie minime di tutela ambientale, esprimere parere contrario in sede di Conferenza di servizi, fare opposizione ai tribunali amministrativi». «Quanto meno si deve ritardare l’esecuzione del progetto fintanto che non si avranno le garanzie che questo non peggiori la vivibilità della nostra area; è obbligatorio», continua il comitato, «chiedere la chiusura della nuova strada ai Tir, perché questa è concepita come via a scorrimento veloce e non per il transito dei mezzi pesanti». Il documento affronta poi il progetto del sottopasso ferroviario di via Nenni, che dovrebbe collegare direttamente la tangenziale con il parcheggio di località Campo sportivo, per liberare il centro storico dal traffico. «Il progetto per ora è solo sulla carta; realizzarlo costerà circa cinque miliardi delle vecchie lire e significherebbe sbancare la parte residua d’area verde di Porto Vecchio per far posto a nuovi svincoli. Il centro storico si può chiudere ugualmente», scrive il comitato, «con grande beneficio dei cittadini, senza mettere in conto alla comunità progetti costosissimi e che aggraverebbero la situazione di Porto Vecchio, ormai una discarica di infrastrutture». L’ultima nota si riferisce alla nuova area industriale ed il depuratore consortile. La prima «è cosa già fatta; il carattere speculativo di questa infrastruttura è evidente, perché i capannoni sono messi in vendita o affittati a costi elevatissimi mentre le piccole aziende artigiane sono “castigate” negli spazi angusti delle abitazioni civili o sono fuggite da Peschiera». Sul depuratore Porto Vecchio esprime preoccupazione per «la proposta d’ampliamento in sede per un costo di trentamila miliardi di lire. Tutte le parti politiche interpellate rifiutano questo ampliamento; noi prendiamo per buono quanto ci è detto», conclude il comitato, «nella speranza che la parola data abbia ancora qualche valore».


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