Mercoledì gli sfollati per il terremoto erano 1.187, ora sono diventati 1.361. A sette giorni dal sisma, il numero continua ad aumentare. C’è chi ha la casa inabitabile e vive negli alberghi (614, quattro meno di mercoledì) oppure da amici e parenti (627, rispetto ai 459 dell’altro ieri), 35 hanno trovato sistemazione in strutture diverse, 2 in alloggi propri, 83 in abitazioni affittate. Cresce anche il numero delle richieste di verifiche sull’agibilità degli edifici, balzato a 6.666, contro le 6.070 del giorno precedente e le 5.724 di martedì. Meno della metà, 2.605, quelle effettuate. Dopo il passaggio dei vigili del fuoco, che mettono in sicurezza camini, tegole e cornicioni, arrivano ingegneri e geometri (32 squadre in azione, composte ciascuna da due tecnici) che fanno un esame più accurato, indicando gli interventi necessari. Se la situazione è a rischio, il sindaco viene invitato a firmare l’ordinanza di sgombero. Poi compaiono i tecnici del gas, e chiudono il contatore. Chissà quando sarà possibile stilare il bilancio finale di un terremoto che ha provocato milioni e milioni di euro di danni. I funzionari del Dipartimento nazionale della Protezione civile, giunti da Roma assieme a Guido Bertolaso, mercoledì mattina hanno preferito tornare nella capitale, vista la buona organizzazione del Comitato operativo misto (Com) allestito nella vecchia palestra del Battisti di Salò. Sul campo, a sgobbare, ci sono 500 persone: pompieri, volontari, forze di polizia, alpini, scout. Ai quali vanno aggiunti gli uomini della Provincia, della Regione, dei Comuni. Ma bisogna ancora effettuare 4 mila verifiche sugli immobili. E, di questo passo, occorreranno parecchi giorni. Così l’assessore alla Protezione civile di Palazzo Broletto, Corrado Scolari, lancia un appello, all’insegna del motto: «Uniti per far fronte all’emergenza». L’invito è rivolto ai professionisti di Lombardia e dintorni: « Abbiamo abbon dantemente superato le seimila richieste di verifica dell’ agibilità degli edifici, e il numero continua a crescere – ha scritto Scolari, in una lettera indirizzata ai colleghi delle altre province lombarde -. Superati i primi momenti e risolte le situazioni più gravi, ora le vera emergenza è far fronte a tutte le richieste. Ci servono ingegneri, architetti, geometri in grado di aiutarci nei controlli statici, per dare risposte alla gente. E’ per questo che chiedo a tutti di mobilitarsi una giornata, dando la propria disponibilità a collaborare per uscire il prima possibile da questa situazione. Mettetevi nei panni di chi ha perso tutto. L’efficienza bresciana e lombarda non deve assolutamente far venire meno l’attenzione su questa calamità. Non dimenticate che abbiamo quasi 1.400 sfollati, 57 Comuni che hanno subito danni più o meno gravi, decine di edifici da demolire, centinaia di famiglie senza una casa, persone che dovranno ricominciare dal nulla e ricostruirsi una vita. Il fatto che nessuno abbia passato un’ora in una tenda, in una roulotte o in un container è solo frutto della macchina dei soccorsi, che funziona. Ma non è assolutamente un buon motivo per far passare in secondo piano un sisma di enorme gravità. Il computo dei danni farà chiarezza sulle proporzioni. Per riportare tutto alla normalità, serviranno centinaia di milioni di euro». Per rispondere all’appello, basta presentarsi al Com oppure telefonare al numero 0365-520829. «Con l’aiuto di tutti – conclude Scolari – potremmo far fronte entro pochi giorni a tutte le richieste di sopralluogo. Alla gente colpita dal sisma, chiedo invece di segnalare solo le situazioni che necessitano di effettiva attenzione. Le crepe negli intonaci o i piccoli danni non necessitano di una verifica per l’agibilità dello stabile. In questa fase tutte le componenti del sistema devono dimostrare grande disponibilità e serietà». Intanto proseguono le visite degli amministratori regionali: Viviana Beccalossi, vicepresidente della Lombardia, e l’assessore alla Protezione civile Massimo Buscemi ieri si sono recati a Gardone Riviera e in Valle Sabbia. Nella riunione di mercoledì, terminata a ora tarda, i sindaci della zona hanno chiesto al Prefetto, Maria Teresa Cortellessa Dell’Orco, di trasmettere a Roma la richiesta di inserire (nell’ordinanza che, dopo il decreto del Governo sullo stato di emergenza, verrà emessa in tempi brevi, e darà una serie di indicazioni) deroghe alla legge sull’equo canone, perché ci sono proprietari di case disposti a cederle in affitto agli sfollati, ma per un breve periodo: 5-6 mesi, e non 4 anni come stabilito dalla legge ordinaria. Stasera, venerdì, è prevista un’altra riunione con il Prefetto, alle ore 18. Intanto i Vigili del fuoco hanno deciso di festeggiare Santa Barbara, la loro patrona, domani, nel vecchio campo sportivo Amadei, dov’è fissata la base logistica di camion e attrezzature. Alle 12.30 ci sarà una grande tavolata. L’Agenzia delle Entrate di Salò, alla quale fanno capo una quarantina di comuni dell’Alto Garda e della Valle Sabbia, ricorda di avere istituito uno sportello al Battisti, aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 13. Lo scopo è dare informazioni fiscali ai cittadini e assisterli nella compilazione delle domande per la richiesta dell’agevolazione del 36% riguardante la ristrutturazione degli edifici danneggiati. La sede a fianco della chiesa di San Bernardino (Palazzo dell’Arsenale, dove si trova anche la Guardia di Finanza) è ancora chiusa.


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