Nel numero dei cittadini illustri lacisiensi del periodo rinascimentale, assieme al giurisperito Aleardo Gafforini (1374-1455) e al letterato Antonio Partenio (1456-1506), c’è da annoverare anche il matematico Francesco Feliciano Scolari nato verso il 1470 e spentosi in data imprecisata tra il 1533-41. Quest’ultimo, postosi all’attenzione degli specialisti, pubblicò a Venezia nel 1517 il «Libro de abaco» e dieci anni dopo tre libri di aritmetica e geometria col bizzarro titolo di «Scala Grimaldelli» in quanto, con la «scala», si ascende in alto, e con lo «gramaldello», si aprono i luoghi serrati & chiusi.
Opere e pubblicazioni del Scolari
Al di là dell’espediente retorico, di fatto, invece, lo Scolari affrontava e spiegava sempre con chiarezza «tematiche e procedure sulle quali un ambiente in crescendo, sempre più coinvolto negli affari legati alla marcatura chiedeva di essere informato». Opere che si rivelarono, è messo in evidenza nel dizionario biografico degli italiani dell’Istituto della Enciclopedia, «di grande fortuna, testimoniata dalla serie cospicua delle edizioni successive a quegli anni e anche postume».
Opere che già nel XVIII secolo Francesco Fontana, altro illustre lacisiense, scriveva di possedere e che definiva «rarissima», ma mai pervenuta al Comune di Lazise attraverso il lascito testamentario. Appunto, per colmare la sentita mancanza, l’Amministrazione comunale, approfittando di una vantaggiosa offerta, ha acquistato il raro volume alto 22 centimetri.
Un bel esemplare stampato a ottavo su bella carta, copertina in mezza pergamena coeva con tassello in oro sul dorso. Un volume di pagine VIII-240 con molte incisioni, schemi e figure geometriche inserite nel testo e riprodotte con la tecnica xilografica.
Il carattere usato è un romano rinascimentale tondo che ricorda le fusioni di Francesco Griffo (stampatore veneziano delle edizioni di Aldo Manuzio) e il perfezionismo di Claude Garamond; anche i margini della pagina sono ampi e ben proporzionati.
«Un’edizione della Scala Grimaldelli», fa presente il consigliere comunale Sergio Marconi che di queste cose se ne intende, «molto importante per l’aggiunta «De problemi per l’algebra» in calce ai quali sta la sigla B.B. che il Riccardi congettura essere di Bernardino Baldi».
Alvaro Joppi


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