Studenti in strada per due ore ieri mattina. Al rientro dalle vacanze pasquali, allungate dal ponte del primo maggio, hanno avuto la sorpresa di trovare l’ingresso sbarrato della scuola di via Berto Barbarani.
Tutto per via di alcuni calcinacci staccatisi al soffitto nella sala insegnanti. L’edificio che ospita la sede staccata sia del liceo scientifico Enrico Medi che dell’istituto professionale per il commercio Carlo Anti, entrambi con sede a Villafranca, dal dicembre scorso è sotto osservazione e controllo da parte dei tecnici del settore edilizia della Provincia per via delle fessure manifestatesi nelle pareti.
Interventi e controlli sulla struttura scolastica
Ieri mattina, all’apertura della scuola, la preside della sede staccata dell’Anti aveva trovato sul pavimento della sala insegnanti un vetrino segnalatore staccatosi dalla parete. Questa scoperta aveva consigliato l’insegnante Prassede Ferran, per precauzione, di non far entrare gli studenti nelle rispettive classi, non prima di essersi messa in comunicazione con il preside dell’istituto.
Iniziativa questa che trovava d’accordo anche la vicepreside del Medi, Maria Biasi. La comunicazione tra i presidi si è susseguita tramite fax, con le informazioni dell’accaduto trasmesse al settore manutenzione degli edifici scolastici.
Soltanto verso le dieci, dopo che il preside del Medi, Giovanni Fiorentino, aveva avuto garanzie sulla sicurezza dell’edificio, i ragazzi potevano entrare nella scuola e avviare le lezioni.
Stato dell’edificio e monitoraggio tecnico
L’edificio scolastico di via Barbarani è stato realizzato negli anni Ottanta, in più riprese. Si tratta di una struttura modulare con elementi prefabbricati, fatta a regola d’arte, come certificato dai controlli.
Con il rientro degli studenti da Natale, erano apparsi in vari punti dell’edificio dei movimenti nelle fessure dei blocchi modulari. Screpolature che si sono dilatate anche dopo alcuni interventi fatti sulla parete in calcestruzzo, con aperture per adeguare l’edificio alle norme di sicurezza e collegarlo con una scala di soccorso esterna.
Immediato l’intervento dei tecnici della provincia, tra cui il laboratorio prove materiali, che hanno monitorato l’intera struttura. È stato installato un estensimetro meccanico rimovibile in grado di fornire dati sul movimento delle fessure.
Dai rilievi è emerso che, essendo una struttura relativamente nuova e in fase di assestamento, in tre blocchi, erano prevedibili movimentazioni in corrispondenza dei giunti. Le dilatazioni causate dagli sbalzi di temperatura hanno provocato screpolature, distacchi di intonaci e messo a nudo gli interstizi tra i moduli.
Se considerata naturale dai tecnici, questa situazione ha comunque generato allarme tra il corpo insegnante. Nonostante fossero state date massime assicurazioni sulla stabilità e l’assenza di pericoli, la caduta di un vetrino, di cui si aveva segnalazione superata, ha riacceso i timori.
Precauzioni e reazioni degli studenti
Ieri mattina, la responsabile della sede staccata dell’Anti, Prassede Ferrari, prima di permettere di entrare agli studenti, ha ritenuto necessario ricevere precise assicurazioni sulla stabilità dell’edificio.
I ragazzi, prima bloccati sul piazzale e successivamente invitati nelle classi, hanno chiesto tramite i rappresentanti indicazioni sullo stato dei lavori e sulle misure di sicurezza da adottare.
“Per maggiore tranquillità, non solo nostra, aspettiamo” — ha detto il portavoce Francesco Bazerla — “dichiarazioni pubbliche rassicuranti”.


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