giovedì, Giugno 13, 2024
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Superati i 7 mila residenti: servono nuove aule scolastiche e maggiori servizi. Il «boom» di nuovi nati e la forte immigrazione hanno proiettato la penisola fra le cittadine più popolate del basso lago

Sirmione, una crescita da record

Chi uscirà vincente dalle urne nella prossima consultazione elettorale di primavera dovrà fare i conti con un incremento notevole della domanda di servizi sociali. E quindi con un esborso quattro o cinque volte superiore a quello attuale. A Sirmione più che altrove si sta registrando un’impennata del numero delle nascite – 112 pari all’1,6% rispetto alle 78 del 2003, pari allo 0,9%, dato che si trascinava da alcuni anni – e di quello degli immigrati, il cui saldo è stato, a fine 2003, di 251 unità (533 nuovi arrivi e 282 partenze). Ma il 2003 deve segnare un altro record. Per la prima volta nella sua storia Sirmione ha superato il tetto dei 7 mila residenti, per la precisione 7.105 con una crescita, rispetto all’anno prima, di ben 312 unità. La barca sirmionese veleggia dunque verso quota 10 mila e di questo passo la fatidica cifra a quattro zeri sembra molto vicina. Ma, come si diceva, la nuova amministrazione dovrà fare i salti mortali non appena si insedierà. E questo perché, come spiega Giordano Signori, attuale assessore ai Servizi sociali e diretto interessato a questi movimenti demografici, dovrà essere rivista interamente la politica di investimenti sociali. «Bisogna fare alcuni conti per capire meglio. Nel triennio 1998-2000 a Sirmione sono nati 171 bambini, in quello successivo, cioè nel 2001-2003 ne sono nati ben 290. Negli anni ’80 – continua Signori – a fronte di 4.500 abitanti, ne nascevano appena 40, oggi la media si attesta sui 160-170. I decessi invece rimangono invariati: una cinquantina all’anno. «Cosa vuol dire tutto questo? Che tra qualche anno dovranno essere istituite almeno 6 o 7 classi prime delle elementari contro le attuali 2. Quanto al nuovo asilo, bene abbiamo fatto ad accelerarne la costruzione perché tra un paio di anni avremo una popolazione infantile ben superiore alla disponibilità di oggi». Ma non è finito il conto della spesa che l’assessore ai Servizi sociali lascerà in eredità al suo successore, a meno che la Giunta Ferrari riottenga la fiducia al voto amministrativo e allora, in tal caso, se ne dovrà occupare lo stesso Signori. Gli edifici scolastici – parliamo delle elementari e delle medie – ovviamente non saranno più in grado di accogliere questo esercito di alunni. Il Comune, anni addietro, dovette restituire alla scuola elementare «Benedetta Bianchi Porro» alcuni locali proprio perché l’attività didattica ne aveva estremamente bisogno. «Bisognerà pensare – riprende ancora Giordano Signori – anche ad aumentare il parco autobus, i mezzi di raccolta dei rifiuti perché la popolazione sta crescendo e occupando altre aree del territorio, del tutto nuove e lontane dal centro abitato, inoltre i pulmini per il trasporto degli alunni». Un altro particolare fenomeno che si è registrato a Sirmione lo scorso anno, e radiografato dall’Ufficio Anagrafe, è stato quello del movimento di nuove persone. Pensate che nella penisola termale negli ultimi due anni ne sono arrivate oltre 1000. E c’è un tourbillon di abitanti da una località all’altra, che vanno e vengono. Senza contare che, nella stagione turistica, che apre di solito a marzo per chiudersi a ottobre, si calcola almeno un milione di vacanzieri. Mentre i paesi dell’entroterra si svuotano malinconicamente, quelli come Sirmione sono chiamati a fronteggiare l’emergenza della sovrappopolazione. Con le casse comunali sempre più prosciugate.

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