La giunta ha deliberato un aumento, ma meno salato del previsto, per la tariffa dei matrimoni in Municipio, una quarantina all’anno, di cui quasi la metà vedono convolare «stranieri» che scelgono Riva per giurarsi eterna fedeltà in base ai più svariati motivi: perchè è un bel posto, perchè vi si sono conosciuti, perchè si tratta d’una località rinomata. Dal prino ottobre prossimo se almeno uno dei due sposi risiede nel territorio comunale, il conto sarà di 80 euro; per tutti gli altri la gabella sale a 200 (e la prima proposta era di 300). Le motivazioni sono esposte nella delibera: sistemazione della sala, piante, addobbi, pulizie richiedono quasi un centinaio di euro di spese vive per l’amministrazione. Per gli stranieri la cosa si complica in quanto si impone un supplemento di lavoro all’ufficio di stato civile che implica spesso una intera mattinata: controllo dei documenti, pubblicazioni con verbale di traduzione da parte di un interprete qualificato, successiva trasmissione degli atti alle autorità del luogo di residenza degli sposi: il tutto quantificato in un primo tempo in 300 euro. Nel corso della discussione la tariffa è parsa eccessiva alla giunta, tale da poter essere letta come il segnale d’un tentativo di scoraggiare la scelta di Riva come luogo del fatidico sì: e così è stato deciso lo «sconto» a 200. Nel caso che gli sposi scelgano di scambiarsi l’assenso all’interno dell’ufficio di stato civile, rinunciando a quella solennità che conferisce la sala apposita, nessun costo viene addebitato (ma non è mai accaduto). La celebrazione dei matrimoni potrebbe rappresentare un’inedita nicchia nel turismo rivano: come testimonia il fatto che un’agenzia di san Marino s’è dichiarata disponibile a «comprare» un pacchetto di 40 matrimoni all’anno. Se n’era parlato nel corso della primavera, ma l’eventualità era stata scartata in quanto secondo il responsabile dell’ufficio Efrem Fava e Renato Andreozzi, all’epoca assessore alle attività sociali, era inopportuno pensare di sovraccaricare ulteriormente di lavoro la struttura comunale. Peraltro, contando il potenziale apporto economico, fra presenze alberghiere qualificate di sposi, testimoni, ed indotto di pranzi e regali, può darsi che anche il «turismo matrimoniale» entri nel ventaglio delle offerte altogardesane.


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